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Da giorni, il caso GameStop è al centro del dibattito nel mondo della finanza. Ma le implicazioni di questa vicenda rimangono una questione aperta sul tavolo dei regolatori
Per Emanuele Grippo, socio dello studio Gianni & Origoni, questo episodio ha evidenziato un importante tema oltre a quello della manipolazione, ovvero se sia giusto e nel migliore interesse dell’azionista retail agire liberamente
GameStop è il classico esempio di come oggi nuovi fenomeni come internet, i new media, la possibilità di interagire velocemente e determinate dinamiche di borsa hanno cambiato totalmente le regole del gioco. Reddit ha creato un’aggregazione di tantissimi trader indipendenti che hanno neutralizzato l’effetto degli shortisti” spiega a We Wealth Emanuele Grippo, socio dello studio Gianni & Origoni. Tuttavia, secondo l’avvocato, oltre alla manipolazione, c’è un secondo tema emerso da questa vicenda, ovvero se sia giusto e nel migliore interesse dell’azionista retail agire liberamente. A detta di Grippo, tanti piccoli investitori che operano in autonomia agendo “di pancia” e senza conoscere i fondamentali di un’azienda – come accaduto in questo frangente – possono avere un effetto “dirompente” su un titolo. “La vera domanda di fondo è: dobbiamo regolamentare il trading dei singoli tramite le piattaforme per evitare questi effetti emozionali e far sì che chi fa trading lo faccia sulla base di analisi, ricerche, competenze e capacità decisionale, oppure lasciamo la libertà individuale?”. A questo, prosegue Grippo, si aggiunge il tema degli effetti delle vendite allo scoperto sulle aziende. “Da tempo le autorità finanziarie mondiali hanno ragionato molto sui limiti allo short selling”, spiega l’avvocato, evidenziando tuttavia che, anche alla luce di quanto accaduto, “andrebbe fatta qualche considerazione in più perché gli shortisti possono anche avere il pregio di far emergere situazioni opache e fraudolente”.

