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Intermonte ha pubblicato il report mensile sulle mid small cap italiane. Da inizio anno gli indici Ftse rispettivi hanno sovraperformato il mercato del 2,9% e del 2%
Secondo gli ultimi dati Assogestioni, nel quarto trimestre la raccolta netta dei pir è stata pari a 379,5 milioni di euro, in accelerazione rispetto ai trimestri precedenti
Durante la reporting season, l’approccio del mercato è rimasto cauto, soprattutto sui nomi esposti a Russia/Ucraina o soggetti a maggiori rischi di margin squeeze, mentre le principali reazioni positive si sono registrate per le società operanti nei settori digitale e rinnovabili, che hanno parzialmente recuperato il de-rating registrato a febbraio. Nel corso della prossima settimana, la conferenza STAR dovrebbe offrire l’opportunità ad alcuni titoli di alta qualità di rassicurare gli investitori sulla possibilità di confermare una direzione positiva delle stime per quest’anno.
Intermonte ha attuato una revisione del +4% delle nostre stime eps 2022, soprattutto grazie ad alcuni aggiornamenti degli utili dei titoli energetici, mentre ha tagliato le previsioni per la nostra copertura mid/small cap del 5,4%. Il report ha poi evidenziato che la liquidità per le mid-cap ha visto una crescita più limitata delle large-cap, mostrando una variazione del +18,8%, mentre per le small cap la stessa metrica è diminuita del 2,6%.
Le di ipotesi di Intermonte alla base delle stime attuali sono le seguenti:
- Per il 2022 una raccolta lorda da parte di nuovi sottoscrittori di Pir di 1,8 miliardi di euro;
- Per quanti sottoscrivono Pir in modo continuativo, una raccolta complessiva nel secondo anno pari a una parte della somma accantonata nel primo anno (dal 35% al 40% nel nostro modello); nei restanti anni (cioè dal terzo al quinto anno) una raccolta stabile, equivalente in media al 60% degli investimenti fatti nel secondo anno;
- Infine, calcola l’ammontare del capitale che sarà ritirato dagli investitori che decidono di uscire dal fondo prima del termine di cinque anni (per qualsiasi motivo) a circa il 4% del patrimonio in gestione nel 2021 e oltre.

