Mercato Usa al bivio

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Dopo aver toccato un minimo attorno al livello di 1,5%, il tasso decennale del Treasury Usa ha ripreso quota. La congiuntura rimane debole, per la continuazione del trend al rialzo sono necessari dati più solidi o politiche credibili

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Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di Gam (Italia) commenta il trend del mercato a stelle parla dei tassi del decennale Usa

A inizio novembre 2018 il decennale statunitense ha raggiunto un massimo di periodo del 3,23%

“Dopo aver toccato un minimo attorno al livello di 1,5%, il tasso decennale del Treasury Usa ha ripreso quota. La congiuntura rimane debole, per la continuazione del trend al rialzo sono necessari dati più solidi o politiche credibili” così Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di Gam (Italia) commenta il trend del mercato a stelle e strosce.

Per iniziare ad inquadrare il problema, “il primo passo è capire perché si sia ridotto così tanto il rendimento decennale: la scomposizione del tasso fra componente reale (ricavabile dal decennale indicizzato all’inflazione) e quella di inflazione attesa fornisce una prima risposta” dichiara Annibale. Il tasso reale si è letteralmente azzerato, mentre la parte di crescita dei prezzi ha registrato un movimento contenuto. Ciò non stupisce: le rilevazioni dell’ultimo anno negli Usa mostrano un’inflazione rimasta attorno al 2%, sostenuta da salari e consumi nonostante il rallentamento economico osservato; al contrario dati economici progressivamente peggiori hanno minato la fiducia sulla tenuta del ciclo e iniziato ad adombrare ipotesi di recessione. I tassi reali a zero sono insomma un altro messaggio inviato dai mercati obbligazionari, oltre all’inversione della curva di cui si è ampiamente discusso.

“Negli ultimi giorni abbiamo invece assistito, come detto, ad un ritorno del Treasury all’1,8% e ad un leggero irripidimento della curva. Utilizzando la stessa linea di ragionamento, il mercato sta rivedendo leggermente al ribasso le probabilità di recessione” sottolinea Anniballe. La spiegazione, in assenza di dati realmente convincenti, è nella combinazione fra un miglioramento, pur non decisivo, sul fronte geopolitico (Brexit, dazi), prime trimestrali che sembrano smentire un arretramento degli utili, e un semplice rientro dagli eccessi di un movimento tecnico prolungato. Questo dice anche che difficilmente il rialzo del tasso decennale potrà proseguire senza il sostegno del contesto macroeconomico: sarebbe importante a questo proposito avere conferme sulla stabilizzazione degli indici Ism e Pmi. Inoltre a fine mese saranno pubblicati i dati di fiducia del consumatore e quelli relativi alle nuove assunzioni (ADP). “Occupazione e consumi sono percepiti come elementi di forza dell’attuale congiuntura. Un eventuale deterioramento potrebbe rinfocolare i timori e invertire nuovamente la direzione del tasso” conclude Anniballe.


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di Redazione We Wealth

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