Mediobanca: nel 2020 imprese meglio del previsto

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Secondo l’Area Studi Mediobanca l’anno del covid non è peggiore del 2009. Il settore che soffrirà meno la crisi? Il manifatturiero. I maggiormente colpiti? Edilizia e trasporti. Ecco tutti i dati, con qualche spoiler per il 2021

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Cruciali per le imprese saranno l’evoluzione del commercio internazionale e la capacità di internalizzare efficacemente i nuovi modi di produrre

Mediobanca descrive un 2020 in cui i gruppi industriali vedranno frenare i fatturati del 13%, con un andamento migliore per la manifattura

Nonostante le previsioni di crescita per l’anno in corso siano negative a livello globale, alcuni indicatori congiunturali mostrano una rapida ripresa dell’attività economica in Italia per il 2020.

 

Nell’aggiornamento annuale sui dati di bilancio aggregati delle principali imprese industriali e di servizi italiane dell’Area Studi Mediobanca i dati sono incoraggianti. Esaminate 2120 società italiane che rappresentano il 47% del fatturato industriale e il 48% di quello manifatturiero, il 35% di quello dei trasporti e il 39% della distribuzione al dettaglio (peso su dati Istat). Le imprese a controllo estero comprese nell’indagine rappresentano il 57% di quelle con più di 250 addetti operanti in Italia e il 90% delle sole manifatturiere. Sono incluse tutte le aziende italiane con più di 500 dipendenti e circa il 20% di quelle di medie dimensioni manifatturiere (50-499 addetti). Ma cosa succederà nel 2020 ma soprattutto nel 2021?

Corrono in aiuto i dati congiunturali. Secondo l’Area Studi Mediobanca a luglio 2020 il consumo interno lordo di gas si è contratto del 4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Si tratta della minore flessione del 2020 (era -8,5% a gennaio, prima del lockdown, e -24% a maggio), la richiesta di energia elettrica, è diminuita del 7% rispetto al 2019 (-4% in gennaio, -17,2% ad aprile). Il consumo di benzina a luglio si è contratto del 5,8% ma nel complesso nel settimo mese dell’anno la produzione industriale ha registrato una flessione del 3,6% rispetto all’anno precedente – e del 7,6% su luglio. Meglio del previsto, ma il bilancio del 2020 dipenderà dal quadro sanitario, che potrà anche evolvere in modo asincrono tra i Paesi, dalla dinamica della spesa dei consumatori e dalla loro volontà di riprendere i consumi nelle nuove modalità di fruizione.

Commercio internazionali

Cruciali per le imprese saranno l’evoluzione del commercio internazionale e la capacità di internalizzare efficacemente i nuovi modi di produrre. Mediobanca descrive un 2020 in cui i gruppi industriali vedranno frenare i fatturati del 13%, con un andamento migliore per la manifattura che potrebbe flettere in misura inferiore al 10%, attorno al 9%.

Settori

Al di fuori della manifattura flessioni importanti dovrebbero colpire l’edilizia (-20% secondo Mediobanca), l’immobiliare (-22%), i trasporti (-19%), con penalizzazione maggiore per quelli di persone rispetto alle merci, il petrolifero (-13%), la fornitura di energia e gas (-12%), anche per l’avversa dinamica delle quotazioni petrolifere, e tutto il comparto del commercio non food con flessioni tra il 20% e il 30%.

Se lo scenario delineato dal report fosse confermato, si configurerebbe un 2020 non peggiore del 2009, quando le maggiori imprese industriali persero il 14,7% del fatturato e quelle manifatturiere il 16,2%. Il valore aggiunto dell’industria potrebbe perdere nel 2020 meno del 5% rispetto alla contrazione del 6,1% del 2009.

E il 2021?

Circa il 2021, in assenza di peggioramenti del quadro pandemico, si prospetta una ripresa del fatturato manifatturiero del 5,9% (+7,7% nel 2010) e del 7,5% per l’industria (+7,4% nel 2010).

 


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di Redazione We Wealth

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