Materie prime al rialzo: superciclo in vista?

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Dal petrolio al rame, il primo trimestre del 2021 è stato nel segno delle materie prime, che hanno raggiunto i loro massimi storici. Gli analisti iniziano a parlare di “superciclo”

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La forte domanda dalla Cina, il boom delle spese governative per i programmi di recupero post-pandemia e le scommesse sul “greening” dell’economia mondiale hanno fatto salire il prezzo di molte importanti materie prime

L’indice S&P GSCI spot, che tiene traccia dei movimenti dei prezzi di 24 materie prime, è aumentato del 24% quest’anno

Un ampio e persistente rally nei mercati delle materie prime ha preso piede nelle ultime settimane, alimentando le aspettative di alcuni trader e analisti secondo cui, con le grandi economie globali che si stanno rialzando in tandem, è imminente un “superciclo” economico. A fare il punto è un articolo del Financial Times, secondo cui la forte domanda proveniente dalla Cina, connessa agli stanziamenti fiscali a sostegno dei consumatori in tutto il mondo e soprattutto negli Stati Uniti, senonché la transizione verso un’economia verde sono alla base dell’aumento dei prezzi delle materie prime delle ultime settimane.
Il ferro, la materia prima chiave necessaria per fare l’acciaio, il palladio, usato dalle case automobilistiche per limitare le emissioni nocive, e il legname hanno tutti toccato massimi storici nell’ultima settimana. Anche le principali materie prime agricole, tra cui cereali, semi oleosi, zucchero e prodotti lattiero-caseari, sono balzate, con i prezzi del mais sopra i 7 dollari a bushel per la prima volta in otto anni. “Non so se abbiamo mai visto qualcosa di simile prima d’ora”, ha detto al Financial Times Ulf Larsson, amministratore delegato di SCA, società svedese di cellulosa e legname, che venerdì ha annunciato un aumento del 66% dell’utile netto del primo trimestre. “Siamo in una sorta di tempesta perfetta”. Allo stesso tempo il rame, il metallo industriale più importante del mondo, è stato scambiato sopra i 10.000 dollari per la prima volta dal 2011, mentre i semi di soia hanno raggiunto un massimo da otto anni a questa parte.

Anche una serie di materie prime necessarie per le batterie e i motori dei veicoli elettrici, che vanno dal litio alle terre rare, è stata travolta dall’euforia. Secondo Benchmark Mineral Intelligence, i prezzi del carbonato di litio in Cina sono saliti di oltre il 100 per cento quest’anno grazie alla forte domanda interna, dopo quasi tre anni di declino. L’ossido di neodimio-praseodimio (NdPr), una terra rara usata nei motori elettrici, è aumentato di quasi il 40%, così come il cobalto, un metallo per batterie. Il prezzo del palladio, un metallo usato nei convertitori catalitici per filtrare i gas di scarico delle auto a benzina, è salito ad un record sopra i 3.000 dollari l’oncia venerdì.

Infine i prezzi del petrolio sono stati in forte ripresa, recuperando i livelli pre-pandemici sopra i 65 dollari al barile dall’inizio dell’anno. Sebbene ancora depressa a causa dei limitati viaggi internazionali, la domanda è aumentata con la riapertura delle economie. Nel mentre l’Opec e i suoi alleati come la Russia stanno continuando a limitare le forniture. Goldman Sachs si aspetta che i prezzi del greggio raggiungeranno gli 80 dollari al barile nella seconda metà di quest’anno.

L’indice S&P GSCI spot, che tiene traccia dei movimenti dei prezzi di 24 materie prime, è aumentato del 24% quest’anno.

La rapida ripresa economica in Europa e in Cina – quest’ultima è la più grande consumatrice di materie prime al mondo – insieme ai segni di una marcata ripresa negli Stati Uniti, dove il mercato immobiliare è in piena espansione, hanno alimentato le aspettative della domanda. Le interruzioni della catena di approvvigionamento legate al Covid-19 e le basse scorte di alcune materie prime hanno aggiunto ulteriore carburante al fuoco. Il settore inoltre ha anche attirato il sostegno dei gestori di fondi che cercano attività che beneficeranno quando l’economia globale prenderà velocità dopo la pandemia, e che possono anche agire come una copertura contro l’aumento dell’inflazione.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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