L’m&a spinge gli utili: altro trimestre da record per le banche Usa

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Le banche Usa per il terzo trimestre di seguito hanno battuto le aspettative degli analisti. L’attivita di m&a ha fruttato più di tutto

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Tra mercoledì e venerdì le sei più grandi banche statunitensi hanno pubblicato i risultati relativi al terzo trimestre 2021

Dalle trimestrali è emerso che rispetto all’anno scorso la spinta alla crescita di fatturato e utile è stata data dall’investimento banking. Bene anche wealth e asset management

Dopo due trimestri sopra le aspettative, anche il terzo trimestre si è rivelato essere molto positivo per le grandi banche americane. Ad aprire le danze dell’earning season a stelle e strisce è stata JP Morgan mercoledì, mentre a chiuderle è stata venerdì Goldman Sachs. Nel mentre Bank of America, Wells Fargo, Morgan Stanley, Citigroup hanno dato i propri numeri: tutti sopra le aspettative degli analisti, molte delle quali per via di un mercato del m&a in fermento. Ma i costi per le banche potrebbero aumentare nei prossimi mesi
Jp Morgan, la più grande banca degli Stati Uniti, ha riportato un profitto di 11,7 miliardi di dollari, battendo i dati di consenso raccolti da Bloomberg pari a 9,4 miliardi di dollari. L’utile per azione registrato è di dunque 3,74 dollari per azione, ben sopra ai 2,92 dollari per azione dello stesso periodo dell’anno scorso. Le entrate complessive si sono attestate a 30,4 miliardi, in rialzo rispetto ai 29,9 miliardi del terzo trimestre 2020 e attesi anche quest’anno dagli analisti.  Jamie Dimon ha commentato questi risultati definendoli come “forti”, alla luce “dell’effetto smorzante della variante Delta e delle interruzioni della catena di approvvigionamento”. “Alla base di tutto, stiamo ancora vedendo un consumatore forte, imprese forti, un sacco di capitale, un sacco di credito” ha dichiarato Dimon. Il business più redditizio è stato l’investment banking: le relative commissioni sono aumentate del 52% su base annua fino a 3,3 miliardi di dollari, superando le previsioni degli analisti di 2,7 miliardi di dollari.

Anche per Bank of America, che ha pubblicato i propri risultati giovedì, c’è da essere contenti. Le entrate sono state di 22,87 miliardi di dollari – +22% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – contro i 21,8 miliardi di dollari previsti, mentre l’utile della società è salito del 58% a 7,7 miliardi di dollari, o 85 centesimi per azione: gli analisti si attendevano un utile per azione di 71 centesimi. La banca ha beneficiato in particolar modo di perdite sui prestiti migliori del previsto e di commissioni record di consulenza e gestione patrimoniale, le cui entrate si sono attestate a 5,3 miliardi di dollari in aumento del 17%, guidate da commissioni di asset management record di 3,2 miliardi di dollari. Le entrate derivanti l’investment banking sono invece aumentate del 23% per arrivare ai 2,2 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda Citigroup, l’attività più generosa nel terzo trimestre è stato il trading, sia lato azionario che reddito fisso, in aumento del 40% rispetto allo scorso anno. Il primo ha generato 3,18 miliardi di dollari, il secondo 1,23 miliardi battendo le aspettattive degli analisti rispettivamente di circa 100 e 300 milioni di dollari.  La banca ha riportato un fatturato di 17,15 miliardi di dollari, per un utile per azioni pari a 2,15 dollari, sensibilmente più alto del 1,65 atteso alla vigilia. L’utile netto è arrivato a 4,6 miliardi di dollari, rispetto ai 3,1 miliardi di un anno fa, per un aumento del 48% su base annua. Le entrate relative all’investment banking si sono attestate a1,9 miliardi di dollari, in crescita del 39%. “La ripresa dalla pandemia continua a guidare la fiducia delle imprese e dei consumatori” ha scritto il ceo Jane Fraser in una dichiarazione.

Anche Morgan Stanley deve i suoi buoni risultati ai record registrati nell’investment banking e nella gestione patrimoniale. La divisione wealth management della banca ha visto le entrate saltare del 28% a 5,94 miliardi di dollari. L’aumento è stato guidato da entrate record nell’asset management di 3,63 miliardi di dollari, grazie all’aumento dei valori azionari e alla crescita delle commissioni dei consulenti finanziari. L’investment banking ha registrato invece un aumento del 67% delle entrate per un record di 2,85 miliardi di dollari, superando la stima di StreetAccount di oltre 600 milioni di dollari. In aggregato Morgan Stanley utile netto e fatturato son aumentati del 25% rispettivamente rispetto a un anno fa. L’utile per azione nel terzo trimestre si è attestato a 1,98 dollari per azione contro gli 1,68 dollari per azione stimati dagli, mentre le entarte a 14,75 miliardi di dollari contro la stima di 14 miliardi di dollari

L’utile di Wells Fargo si è attestato a 5,1 miliardi di dollari, un aumento del 59% rispetto ai 3,2 miliardi di dollari registrate l’anno scorso durante lo stesso trimestre. Secondo Refinitiv, i 1,22 dollari per azione annunciati hanno superato la stima di consenso di 23 centesimi. Anche le entrate a 18,83 sono state maggiori del previsto (18,35). Questi buoni risultati, a detta della banca stessa, sono stati in parte dovuti a un rilascio di riserva di $1,65 miliardi che ha portato ad un beneficio pari a $1.4 miliardi dopo i charge-off. Durante il terzo trimestre, Wells Fargo ha riacquistato 114,2 milioni di azioni, per un valore di 5,3 miliardi di dollari. La banca ha anche aumentato il dividendo delle azioni ordinarie a 20 centesimi per azione, da 10 centesimi per azione nel trimestre precedente.

Le entrate di Goldman Sachs sono aumentate nel terzo trimestre del 26% a 13,61 miliardi di dollari, più dei 11,72 miliardi di dollari attesi dagli analisti. Il dato più confortante riguarda i profitti aumentati su base annua del 60% a 5,38 miliardi di dollari, o 14,93 dollari per azione, battendo la previsione di 10,14 dollari per azione previsti dagli analisti intervistati da FactSet. Questi buoni risultati sono il riflesso di un’elevata attività di deal-making. L’investment banking dell’azienda ha fruttato 3,7 miliardi di dollari in commissioni, il secondo miglior trimestre in assoluto e l’88% più alto di un anno fa. La banca ha inoltre riportato un aumento del 23% nelle entrate di trading a 5,61 miliardi di dollari.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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