Ivass: raccolta all’estero in calo

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L’ultimo report pubblicato dall’Ivass offre una panoramica sul settore assicurativo italiano, in Italia e all’estero

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Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Ivass le società di proprietà italiana hanno raccolto all’estero premi per 45.339 milioni di euro

La flessione, unita al contestuale aumento della raccolta complessiva in Italia, ha dunque determinato la diminuzione del grado di apertura verso l’estero della raccolta

Raccolta delle imprese assicurative in calo all’estero. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Ivass le società di proprietà italiana hanno raccolto all’estero, l’anno scorso,  premi per 45.339 milioni di euro (–1,7% rispetto all’anno precedente). La flessione, unita al contestuale aumento della raccolta complessiva in Italia, ha dunque determinato la diminuzione del grado di apertura verso l’estero della raccolta (32,4%, rispetto al 33,4% del 2018).
La crescita della raccolta presso la clientela italiana è avvenuta sia nei rami vita (+3%) che nei danni (+2,6%). L’aumento raccolta vita è dovuto soprattutto alle imprese con sede nel territorio nazionale, a fronte di una flessione di quella realizzata dalle controllate estere (–15%).

Secondo il report la clientela italiana ha speso nel 2019 un importo pari a 165.387 milioni per la sottoscrizione di premi assicurativi, con una crescita del 2,9% rispetto all’anno precedente. Le imprese di proprietà estera hanno raccolto in Italia 70.921 milioni di premi (42,9% della raccolta, percentuale invariata rispetto al 2018), di cui il 70,6% da parte di imprese con sede legale in Italia, il 13,5% da rappresentanze stabili. Il restante 15,9% è frutto dell’attività diretta dall’estero in libertà di prestazione di servizi.

Se poi si va ad analizzare la raccolta in Italia delle imprese di proprietà estera tramite rappresentanze stabili questa ammonta in totale a 20.806 milioni (+3,2% rispetto al 2018). A livello geografico si nota come la quota più elevata, di questa raccolta, riguarda le imprese con sede in Irlanda (44,5%), seguita da quella nel Lussemburgo (31,1%) e francesi (7,2%). Nel 2019 le imprese con sede nel Regno Unito hanno raccolto in Italia soltanto 446 milioni di premi diretti nel vita e nel danni (contro i 1.975 milioni dell’anno precedente), iniziando il processo di uscita dal mercato italiano.

Imprese all’estero

Le imprese vigilate dall’Ivass che raccolgono premi del lavoro diretto all’estero sono 27, di cui 20 operanti al di fuori dei confini nazionali solo in regime di stabilimento o in L.p.s., mentre 7 sono attive anche tramite controllate estere. Nel corso degli anni il numero e la composizione delle imprese vigilate attive all’estero non ha subito sostanziali variazioni.

Nel 2019 le imprese vigilate hanno raccolto tramite attività estera 38.549 milioni di premi vita, registrando per il secondo anno consecutivo un calo (–3,7%), seppure più contenuto rispetto all’anno precedente (–8,9%). La flessione è avvenuta nella componente della raccolta all’estero da parte delle imprese controllate, mentre la raccolta in Italia di queste imprese resta stabile, pari a 9.503 milioni.

Se poi ci si focalizza sulla raccolta a livello geografico, si nota come  la contrazione della raccolta è avvenuta sia nei paesi dell’area dell’Euro (–4,2%) sia nel gruppo di giurisdizioni comprendente il resto dell’Unione Europea e il Regno Unito (–26,7%). Il paese dove è effettuata la raccolta maggiore è la Germania (11.187 milioni di premi), seguita dalla Francia (8.997). Il paese extra-europeo con la raccolta maggiore è la Cina, con 2.091 milioni di premi.

 


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di Redazione We Wealth

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