Italia, un hub di startup che vale più di 2 miliardi

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Anno record per le startup italiane, che hanno superato per la prima volta i 2 miliardi di euro di raccolta. Bene Software e Biotech, Scalapay la regina del 2022.

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Sale la raccolta, aumentano i round e l’ecosistema dell’innovazione italiana si fa sempre più ricco. A tal punto da mettere a segno un altro record storico. Dopo avere superato per la prima volta la soglia del miliardo di euro di investimenti nel 2021, le startup italiane chiudono il 2022 con un netto +68%, che porta il totale degli investimenti a 2 miliardi e 343 milioni. Il tutto attraverso 192 operazioni, in crescita del 16,3% rispetto alle 165 del 2021. Software e biotech i settori che attraggono più capitali.

Questa la fotografia del comparto presentata a #SIOS22 Winter Edition – Reloaded, l’evento organizzato da StartupItalia in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano dedicato all’innovazione, che si è tenuto in presenza, grazie alla collaborazione con l’ateneo e la sua piattaforma di pre-accelerazione, accelerazione e corporate entrepreneurship, B4i – Bocconi for innovation. Un quadro in cui crescono anche i round che superano i 100 milioni che vedono sul podio delle startup italiane, che hanno raccolto di più nel 2022, Scalapay con 467 milioni di euro (frutto di due round), Casavo con 400 milioni di euro e Satispay con 320 milioni. Aumentano anche i round che superano i 10 milioni di euro. Se in tutto il 2021 erano stati 15, oggi se ne possono contare 22 (+46,6%).

I settori che attraggono più capitali: software e biotech in testa 

Analizzando i vari round, dopo i 22 che hanno superato i 10 milioni di euro (11,4%), sono 106 ( la maggioranza con il 55,2%) le operazioni milionarie che hanno un valore al di sotto dei 10 milioni. Chiudono la classifica 64 deal da migliaia di euro (33,3%).
Ad attrarre la fetta più grossa degli investimenti sono le startup che sviluppano software con 21 operazioni concluse (11,2%). Sul podio salgono poi il fintech (17 deal con un peso sul totale del 9%) e poi il biotech, protagonista per ben 16 volte (8,5%). A seguire troviamo l’Immobiliare (5,8%),Energia ed ecommerce (4,2%), Foodtech (3,7%), Lavoro/HR (3,2%), Sport (2,6%) Greentech, delivery e viaggi (2,1%) e Space economy e Food & Beverage (1,6%).

Il podio dei mega round

I primi sei mesi del 2022 hanno visto dei traguardi storici raggiunti dal nostro ecosistema, come la mega operazione di Scalapay, la fintech che consente la rateizzazione degli acquisti, (440 milioni di euro raccolti in un solo round). Oltre ad altri round degni di nota come i 53 milioni di euro ottenuti dalla piattaforma di consulenza finanziaria Moneyfarm, i 40 milioni di euro di Vedrai, che sviluppa soluzioni di intelligenza artificiale, e i 30 di Planet Farms che progetta sistemi di coltivazione verticale.

Anche il secondo semestre dell’anno è stato un momento d’oro per le startup italiane. Tra i protagonisti Satispay, la fintech che opera nel payment, diventata un unicorno, grazie al mega round di 320 milioni di euro.

Oltre alla fintech, degni di nota i 400 milioni di euro raccolti da Casavo, la proptech che velocizza le fasi di vendita e acquisto di un immobile. E ancora i 340 milioni di dollari (304 milioni di euro circa) di Bending Spoon, la startup focalizzata sulla creazione di app per smartphone. Infine, da segnalare i 75 milioni di dollari (67 milioni di euro circa) di Medical Micro Instruments, che si occupa di realizzare tecnologie che, grazie alla robotica, permettono un miglioramento dei risultati clinici dei pazienti sottoposti a interventi di microchirurgia.

Classifica per regioni 

La Lombardia traina l’ecosistema: 105 operazioni hanno riguardato startup con sede nella Regione (il 57,6%). A seguire troviamo il Lazio (11,3%), il Piemonte (8,1%), Emilia Romagna (4,8%). Poi ancora la Campania (2,7%) e a pari merito Liguria e Puglia che attraggono il 2,1% degli investimenti totali. Più indietro il Veneto, la Calabria e la Sicilia e il Trentino Alto Adige (1,6%) che precedono l’Umbria e il Friuli Venezia Giulia (1%). Fanalino di coda la Sardegna e l’Abruzzo (0,5%).


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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