Italia: il fintech cresce nonostante la pandemia

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In Italia il fintech non solo ha resistito all’urto pandemico, ma addirittura si è rilanciato. Aumentano le scale up, bene pagamenti, lending, insurtech e money management

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Nonostante la pandemia, il fintech italiano è cresciuto: sono circa 50 le nuove aziende rientrate nell’Osservatorio PwC 2021, di cui oltre 20 quelle nate nel 2020 e nei primi mesi del 2021

Dallo studio emerge che il fatturato complessivo delle FinTech è aumentato del 31% nel 2020, con un tasso di crescita solo lievemente inferiore rispetto all’andamento del 2019 sul 2018 (+34%)

Le fintech italiane si caratterizzano per una forte propensione al segmento delle pmi, elemento che caratterizza circa il 40% delle fintech

Tra i pochi settori che in Italia hanno resistito all’avvento del covid c’è anche il fintech. Le aziende finanziarie a trazione digitale sono anzi cresciute durante il 2020, soprattutto quelle operanti nei pagamenti, lending, insurtech e money management. Sono inoltre aumentate le scaleUp, giunte a quota 20% di tutte le fintech in Italia. È quanto emerge dal quarto Osservatorio FinTech PwC in Italia che ha coinvolto oltre 400 aziende, di cui 300 FinTech e 100 Techfin.
“Nonostante la pandemia, il Fintech italiano è cresciuto: sono circa 50 le nuove aziende rientrate nell’Osservatorio PwC 2021, di cui oltre 20 quelle nate nel 2020 e nei primi mesi del 2021. Di 30 aziende non rientrate nell’analisi di PwC quest’anno, solo 20, pari al 7% sul totale, sono uscite dall’attività evidenziando la resilienza del settore” spiega Marco Folcia, Partner Transformation FS PwC Italia.

Migliori performance per settore

I settori che hanno registrato una maggior crescita di aziende fintech sono stati quelli che hanno saputo rispondere ai nuovi bisogni dettati dalla pandemia. Fra questi il lending (+37%), segmento determinante nel far fronte alla domanda di credito emersa dalle PMI italiane, e l’insurtech (+22%), settore più giovane rispetto ad altri che ha giocato un ruolo chiave nel soddisfare la domanda di tutela e protezione nel campo della salute e della cybersecurity, rinnovando i modelli di erogazione di servizi con nuove forme di relazione digitale a distanza. Hanno contribuito alla crescita del settore anche il wealth & asset management (+11%), grazie al forte sviluppo del segmento dell’equity crowdfunding e del real estate equity crowdfunding; il money management (+8%), soprattutto nell’area dell’enterprise financial management e l’area del regtech che è ancora in fase di maturazione (+28%).

Ricavi in crescita per il Fintech italiano

Il fintech italiano ha globalmente retto molto bene al contesto pandemico. Dalle analisi di PwC emerge che il fatturato complessivo delle fintech è aumentato del 31% nel 2020, con un tasso di crescita solo lievemente inferiore rispetto all’andamento del 2019 sul 2018 (+34%).

A pesare sul risultato positivo è stata la tenuta dei pagamenti (+24%) e del lending (+26%), due aree che insieme rappresentano oggi oltre il 60% dei ricavi del fintech Italiano. In forte accelerazione anche le revenues di aree emergenti come l’insurtech (+78%) e il money management (+60%), mentre è più cauto l’andamento di segmenti ancora in fase di maturazione come il capital market&trading (+13%), wealth-am, regtech. Un discorso a parte va fatto per l’other crowdfunding (non misurabile sull’evoluzione dei ricavi) che ha registrato una vera impennata dei fondi raccolti: +95%, pari a oltre 30 milioni di euro nel 2020

Aumentano le scaleUp

Fra i segnali di maturazione e consolidamento del settore rientra anche l’aumento progressivo delle fintech con fatturato superiore al milione di euro, che oggi rappresentano quasi il 20% del totale delle aziende analizzate.

Redditività positiva, ma pochi investimenti

La redditività delle fintech italiane è complessivamente positiva, dato significativo considerando che sono aziende giovani (6,2 anni età media) e startup che propendono per la crescita di fatturato operativo e la costruzione di un proprio mercato di riferimento, anche a scapito della redditività nel breve periodo.

Nei primi 9 mesi del 2021, il valore degli investimenti nelle Fintech italiane ha raggiunto 400 milioni di euro. Un ammontare che si è però concentrato su pochi deal guidati in buona misura dal venture capital internazionale, confermando ancora una certa debolezza degli investimenti nel sostenere la crescita delle aziende startup innovative.

“Le analisi condotte da PwC nel 2020-2021 sul mercato delle Fintech italiane evidenziano la centralità di nuove forme di collaborazione in risposta alle difficoltà dettate dal Covid. Progetti di partnership e open innovation, sviluppo di joint ventures, acquisizioni o investimenti, hanno coinvolto le fintech, le challenger banks, gli Incumbent (banche, assicurazioni, operatori finanziari tradizionali), ma anche le Istituzioni Pubbliche, le Associazioni di Categoria, e alcuni grandi gruppi industriali. Solo nel lending sono oltre 30 le iniziative di collaborazione registrate nel 2020 e nei primi mesi del 2021, con partnership e progetti speciali nati appositamente per rispondere alla domanda di credito delle PMI durante la pandemia” spiega Marco Folcia, Partner Transformation FS PwC Italia.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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