Gli investitori guardano al mondo post pandemia

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Il mondo post pandemia sembra essere votato al cambiamento. Anche negli investimenti: sempre più investitori stanno rivalutando le proprie scelte d’investimento in nome di sostenibilità ed etica

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Ubs con il report UBS Investor Watch ha evidenziato come gli investitori siano sempre più desiderosi di utilizzare il proprio capitale per accelerare il cambiamento

La pandemia ha portato quasi otto investitori su dieci a riconsiderare i propri obiettivi di vita. Nove investitori su dieci vogliono invece allineare i propri investimenti ai propri valori

Quasi i due terzi s’interessano maggiormente agli investimenti sostenibili, mentre le donne e le nuove generazioni sono più determinate a fare la differenza nel mondo attraverso la beneficenza

Ci sarà probabilmente un prima e un dopo la pandemia. L’avvento del covid oltre ad avere pesanti ripercussioni sui sistemi sanitari e sulle economie di tutto il mondo, ha di fatto “costretto” al cambiamento. Non solo nelle proprie abitudini (digital transformation) e nel lavoro (smart working), ma anche negli investimenti. Con la luce che ormai si vede in fondo al tunnel grazie a vaccini e ripartenza economica,  il 90% degli investitori facoltosi concorda sul fatto che la pandemia li ha spinti a desiderare che i loro investimenti siano in linea con i valori in cui credono.

È quanto emerge dalla nuova ricerca Investor Watch di Ubs, leader mondiale nella gestione patrimoniale. Il report, che ha coinvolto 3.800 investitori in 15 mercati di tutto il mondo, ha evidenziato come gli investitori siano sempre più desiderosi di utilizzare il proprio capitale per accelerare il cambiamento e sono alla ricerca di uno scopo più elevato nella vita:

  • Il 79% ha dichiarato che la pandemia li ha portati a rivalutare ciò che è realmente importante
  • Quasi la metà prevede di aumentare le proprie donazioni di beneficenza
  • Quasi il sessanta per cento è maggiormente interessato agli investimenti sostenibili rispetto al periodo precedente la pandemia

“La pandemia ha indotto numerosi investitori a rivalutare ciò che conta di più per loro e ora avvertono un rinnovato desiderio di fare di più a vantaggio della società”, ha dichiarato Tom Naratil, co-presidente di Ubs global wealth management e presidente di Ubs Americas. “È estremamente incoraggiante constatare che gli investimenti con motivazioni etiche costituiranno una priorità per gli investitori nei prossimi anni. Si tratta di un momento unico in cui i gestori patrimoniali hanno l’opportunità di aiutare i loro clienti a creare un profondo cambiamento e migliori prospettive per le generazioni future”.

La ricerca ha rilevato che, in seguito alla pandemia, le giovani generazioni hanno rivolto maggiormente la loro attenzione agli investimenti legati ad aspetti etici. Il 79 per cento degli investitori di età inferiore o uguale a 50 anni ha dichiarato che la pandemia ha fatto nascere in loro un più forte desiderio di fare la differenza nel mondo, rispetto al 51 per cento degli investitori ultracinquantenni. Quasi i tre quarti degli investitori più giovani desiderano inoltre elaborare o aggiornare un piano finanziario globale.

Iqbal Khan, co-presidente di Ubs global wealth management, ha dichiarato: “Gli investitori sono globalmente determinati a partecipare all’impegno per rendere il mondo migliore e più sostenibile. L’accresciuto interesse per la beneficenza e il desiderio di consulenze sugli investimenti sostenibili da parte delle giovani generazioni indicano, inoltre, che questa mentalità potrebbe perdurare”.

Paolo Federici, market head di Ubs global wealth management in Italia ha commentato: “La pandemia ha profondamente influenzato – e lo sta ancora facendo – l’atteggiamento e le priorità degli investitori in tutto il mondo. E anche in Italia abbiamo assistito in questi mesi ad un cambiamento di paradigma nel modo di investire dei nostri clienti, dove vediamo un interesse ed una attenzione sempre maggiore nei confronti della sostenibilità, delle scelte etiche e delle attività filantropiche. Siamo certi che non sia solo una moda passeggera, quanto piuttosto un trend di lungo periodo, che si sta radicando già in modo importante tra le nuove generazioni, dai millennials a quelle ancora più giovani”.

Dal punto di vista del genere, una maggior percentuale di donne ha vissuto la pandemia come un periodo di riflessione. L’84 per cento ha affermato di avere rivalutato i propri obiettivi durante la pandemia, rispetto al 76 per cento degli uomini. Nel momento in cui gli investitori iniziano a lasciarsi alle spalle la pandemia, il 51 per cento delle donne prevede di aumentare le donazioni di beneficenza, rispetto al 42% degli uomini.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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