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Il 16,2% degli operatori internazionali nutre sfiducia sulla tenuta del sistema economico italiano
Secondo Guido Rosa di Aibe, prevale una sospensione del giudizio, a fronte di un contesto difficile da prevedere e da interpretare con chiarezza
L’84% ritiene verosimile l’ipotesi di estensione del controllo sulle imprese italiane da parte dei soggetti esteri
Made in Italy sotto la lente
Secondo lo studio, inoltre, la riduzione della capitalizzazione delle imprese italiane potrebbe favorire le acquisizioni. L’84% degli intervistati, infatti, considera la debolezza attuale come l’occasione per i soggetti esteri di estendere il controllo non solo sulle imprese del made in Italy, come quelle appartenenti al settore manifatturiero e all’agroalimentare, ma anche su quelle a maggiore profittabilità.
Italia settima nella classifica delle misure più efficaci
Gli operatori internazionali sono stati poi interrogati sulle politiche e gli strumenti dispiegati dai singoli governi a livello globale per contrastare l’emergenza, tenendo conto da un lato della capacità dei sistemi sanitari di fronteggiare la pandemia e dall’altro del trade off tra contenimento del contagio e tenuta del sistema produttivo. In questo contesto, l’Italia guadagna il settimo posto della classifica con l’11,4% dei consensi. Al primo posto si posiziona invece la Germania, ritenuta la migliore nazione in termini di risposta al contagio per il 93,2% degli intervistati. Seguono la Corea del Sud e la Cina, che guadagnano rispettivamente il 79,5% e il 50%. Sul versante opposto, le misure poste in essere dai governi di Spagna e Regno Unito sono considerate le più inefficaci.
Fra le misure europee si prediligono gli eurobond
A livello europeo, invece, il 58% degli intervistati ritiene utili gli eurobond, anche se un certo grado di fiducia è attribuito al Meccanismo europeo di stabilità (34,7%). Un terzo del panel, invece, punta l’attenzione sulle potenzialità della Banca europea degli investimenti, accompagnato da poco meno di un quarto che ritiene rilevante estendere l’intervento della Banca centrale europea nell’acquisto di titoli di debito pubblico.

