Imprese pronte a voltare pagina: focus su green e diversity

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Il 64% dei responsabili delle risorse umane dichiara che la propria società ha incluso le metriche esg tra gli obiettivi delle figure decisionali. Ma solo il 5% delle imprese tricolori sta realmente prendendo in considerazione l’opportunità di ripensare gli investimenti in ottica green. E la diversity?

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Marco Morelli di Mercer Italia: “Questo momento di emergenza globale ci ha spinto ancora di più a ripensare alle nostre responsabilità individuali e condivise nei confronti degli altri ma anche verso le istituzioni per le quali lavoriamo, la società e l’ambiente”

Oltre la metà delle imprese italiane (58%) afferma di aver intrapreso strategie di analisi dei dati volte al miglioramento dell’equità retributiva. Il 10%, invece, ha adottato strategie di analisi dell’impatto della trasformazione della forza lavoro sulle minoranze

Nel cuore delle diverse fasi di chiusure forzate che hanno caratterizzato lo scorso anno, il 47% delle imprese italiane ha intensificato gli sforzi per la cura e il benessere dei propri dipendenti. Oltre a garantire loro supporto assistenziale e coperture sociosanitarie. Una percentuale decisamente superiore rispetto ad altri paesi europei, come la Francia (10%) o la Germania (15%). Ma non sono le uniche responsabilità aziendali a essere saltate in cima alle loro priorità sull’onda della crisi. Anche in ottica green e diversity.
Secondo lo studio Global talent trends 2021 di Mercer (che ha coinvolto oltre 7.300 senior executive, direttori del personale e dipendenti in 44 paesi e 23 aree geografiche), il 64% dei responsabili delle risorse umane afferma che la propria azienda ha incluso infatti le metriche esg (environmental, social, governance) tra gli obiettivi delle figure decisionali. Ciononostante, solo il 5% delle imprese tricolori starebbe realmente prendendo in considerazione l’opportunità di ripensare gli investimenti orientandoli verso la sostenibilità. “Questo momento di emergenza globale ci ha spinto ancora di più a ripensare alle nostre responsabilità individuali e condivise nei confronti degli altri ma anche verso le istituzioni per le quali lavoriamo, la società e l’ambiente”, spiega Marco Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia. Secondo l’esperto, tuttavia, per contribuire alla responsabilità collettiva, “le aziende dovranno trovare un equilibrio tra obiettivi e profitto”. Anche per diventare “più resilienti e, in ultima analisi, più redditizie”.

“Le aziende etiche mirano a obiettivi sostenibili, che confluiscono in un approccio multi-stakeholder. Legare gli obiettivi esg alla proposta di valore centrale dell’azienda e integrare tali metriche nelle scorecard dei decisori, sono solo due degli approcci che secondo noi dovranno perseguire le società nel 2021 se vogliono essere vincenti”, aggiunge Morelli, sottolineando come le società che integrano i fattori esg nell’agenda del ceo “hanno più possibilità di conseguire una crescita elevata degli utili”.

Gender pay gap? Nel 2021 guida la diversità

In questo contesto, inoltre, il 48% dei responsabili del personale ritiene prioritario e urgente mappare le competenze e avviare progetti di reskilling e upskilling. Intanto, sebbene la pandemia abbia portato a galla tematiche annose, come quella delle gendery pay gap, solo il 10% delle società italiane sta adottando invece “Dei analytics” (diversity, equity, inclusion, ndr) per l’analisi dei bisogni specifici del personale volta a costruire un ambiente più inclusivo, ma oltre la metà (58%) afferma di aver intrapreso strategie di analisi dei dati volte invece al raggiungimento dell’equità retributiva.

Di conseguenza, secondo gli esperti, se le imprese intendono cogliere realmente le opportunità offerte dal periodo emergenziale, dovranno intervenire su sei aree prioritarie: sviluppare una strategia sulla sostenibilità, definire un quadro chiaro delle competenze, rendere il lavoro flessibile una prassi, dare priorità alla salute e al benessere, e impegnarsi a realizzare obiettivi e risultati prefissati sul fronte della diversità, dell’equità e dell’inclusione. “Si apre una nuova stagione delle funzioni hr in cui avremo fallimenti già preannunciati ma altresì una profonda rivoluzione gentile a favore della persona, in cui gli imperativi saranno empatia, trasparenza, ascolto e sostenibilità socio-organizzativa”, aggiunge Morelli. Poi conclude: “Un’azienda empatica e capace di trarre vantaggio dalla ricchezza e dalla molteplicità di idee e prospettive potrà fare del 2021 un anno di ripresa produttiva e di reinvenzione”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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