Imprese, Ocse: più incentivi all’innovazione e meno burocrazia

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Secondo l’Ocse, la crisi pandemica è un doloroso promemoria di come debolezze strutturali possano pesare sulla resilienza economica. Ma i governi globali hanno ancora un’opportunità. E l’Italia, in particolare, dovrebbe partire dalla riforma della pubblica amministrazione. E dall’innovazione

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Laurence Boone: “I governi hanno reagito alla pandemia con misure emergenziali, senza precedenti per dimensioni e portata. Tuttavia, tali misure non risolveranno i problemi strutturali sottostanti, che ci hanno resi vulnerabili allo shock”

In Italia la crisi ha finito per aggravare le diseguaglianze. Non solo tra uomini e donne, ma anche per età anagrafica e provenienza regionale. Necessario un rafforzamento dell’efficacia della pubblica amministrazione

Promosso anche un calendario chiaro per snellire i processi normativi, definendo le priorità sulla base dei costi per le imprese. Per non dimenticare una regolamentazione più uniforme tra le regioni

La crisi pandemica è un “doloroso promemoria” di come “debolezze strutturali possano pesare sulla resilienza economica”. Ma il modo in cui i governi globali saranno in grado di rispondervi ne “determinerà la ripresa e il futuro”. Una ripresa che, per l’Italia, dovrebbe partire dal rafforzamento dell’efficacia della pubblica amministrazione, con particolare riguardo alla governance degli investimenti pubblici, un requisito considerato essenziale per un adeguato utilizzo delle risorse del recovery fund.
Sono le parole racchiuse nell’editoriale del capo economista dell’Ocse, Laurence Boone, pubblicato in occasione della diffusione del report Going for growth 2021: shaping a vibrant recovery. Un’analisi puntuale sulle debolezze preesistenti e su quelle generate dalla crisi, che offre ai responsabili politici linee guida per orientarsi verso una crescita più forte, equa, sostenibile e resiliente. “I governi hanno reagito alla pandemia con misure emergenziali, senza precedenti per dimensioni e portata. Tuttavia, tali misure non risolveranno i problemi strutturali sottostanti, che ci hanno resi vulnerabili allo shock. La crisi si è solo aggiunta a sfide preesistenti. Prima della pandemia, molte economie erano alle prese con una crescita lenta della produttività e la sostenibilità ambientale, insieme alle preoccupazioni più generali sulla resilienza, erano spesso assenti dalle strategie di crescita”, scrive Boone, sottolineando come i governi debbano agire ora per affrontare tali ostacoli e per aiutare i cittadini “ad adattarsi al cambiamento”.
Quanto all’Italia, in particolare, secondo l’Ocse la crisi ha finito per aggravare le diseguaglianze. Non solo tra uomini e donne, ma anche per età anagrafica e provenienza regionale. Di conseguenza, la priorità fondamentale, come anticipato, è un miglioramento dell’efficienza della pubblica amministrazione che dovrebbe includere la governance degli investimenti pubblici e un miglior coordinamento tra i diversi livelli di governo. “Un pilastro centrale della strategia di ripresa è massimizzare l’effetto dei fondi europei di nuova generazione, in particolare per gli investimenti, che hanno il potenziale per stimolare la crescita e l’occupazione a lungo termine”, spiega l’organizzazione. Ma migliorare l’efficacia della pubblica amministrazione “amplificherebbe la risposta del settore privato alle misure per la ripartenza”.
A tal proposito, si parla di riforme giudiziarie per migliorare i processi amministrativi e un maggiore utilizzo di meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie. Ma anche una maggiore digitalizzazione e un calendario chiaro per snellire i processi normativi, definendo le priorità sulla base dei costi per le imprese. Per non dimenticare infine una regolamentazione più uniforme tra le regioni, che secondo l’Ocse avrebbe il vantaggio di ridurre anche i costi d’investimento per aziende locali e straniere. Non manca infine un riferimento al nodo occupazione, per il quale si richiede una riforma dell’istruzione e del mercato del lavoro, per “mitigare le discrepanze tra competenze e ricerca dell’occupazione soprattutto per i giovani e i cittadini più vulnerabili”, ma anche una riduzione della complessità del sistema fiscale. E per il tessuto delle piccole e medie imprese tricolori? “Nel 2020 un nuovo pacchetto di generosi incentivi per sostenere gli investimenti nelle tecnologie digitali e in ricerca e sviluppo ha esteso le misure del passato”, interviene l’Ocse. Poi conclude: “Tuttavia, un Comitato nazionale per la produttività potrebbe guidare l’azione politica” puntando sugli “incentivi all’innovazione e la riduzione della burocrazia”.

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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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