Imprese italiane: il bilancio di fine anno tra contagi e restrizioni

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Viaggi cancellati e alberghi deserti: la pandemia torna a bloccare l’imprenditoria italiana, mettendo a rischio oltre 2 miliardi di euro di consumi. Ristorazione e ricettività i più colpiti

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A subirne maggiormente i contraccolpi sono le attività del turismo e della ristorazione, con la ricettività e le agenzie di viaggio che rischiano di perdere rispettivamente 1,1 miliardi e 136 milioni di euro di fatturato

Senza dimenticare i pubblici esercizi che, nel rispetto delle nuove misure di contenimento della diffusione della variante Omicron, fanno i conti con 310 milioni di euro di fatturato in meno solo per discoteche, sale da ballo e ristoranti

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio: “Le risorse messe in campo finora dal governo non sono sufficienti. Sono necessari e urgenti più sostegni, la proroga della cassa integrazione e adeguate moratorie fiscali”

Lo spettro della variante Omicron, l’accelerazione dei contagi e le nuove restrizioni si preparano a innescare una nuova battuta d’arresto per l’imprenditoria italiana. Che, nelle stime di Confesercenti, rischia di fare i conti con un buco di oltre 2 miliardi di euro di consumi solo nel periodo delle festività invernali. Un dietrofront che si scaglierebbe anche sulla ripresa, con un calo dello 0,5% del tasso di crescita del pil negli ultimi tre mesi dell’anno.
L’impennata delle infezioni, con più di 530mila persone in isolamento domiciliare nel mese di dicembre, determina infatti una riduzione forzata dell’offerta di lavoro ma anche una contrazione delle spese di famiglie. A subirne maggiormente i contraccolpi sono le attività del turismo e della ristorazione, con la ricettività e le agenzie di viaggio che rischiano di perdere rispettivamente 1,1 miliardi e 136 milioni di euro di fatturato. Senza dimenticare i pubblici esercizi che, nel rispetto delle nuove misure di contenimento della diffusione della variante Omicron, fanno i conti con 310 milioni di euro di fatturato in meno per discoteche, sale da ballo e ristoranti e 135 milioni per i bar. Un rallentamento che non risparmierebbe neppure il settore dell’abbigliamento.
“La variabile Omicron comporta la necessità di nuovi accorgimenti e nuove tutele, occorre prenderne atto”, osserva Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti, secondo la quale ora “è assolutamente necessario tarare i provvedimenti restrittivi affinché, pur salvaguardando prioritariamente la salute, siano comunque compatibili con il regolare svolgimento delle attività economiche o, dove questo non fosse possibile, adottare tempestive misure di sostegno per imprese e lavoratori”. Interventi considerati necessari “per ristabilire fiducia e certezze”. Anche considerando che, secondo le prime valutazioni di Confesercenti, si rischia non solo di compromettere i risultati economici del 2021 ma anche di pregiudicare la crescita del pil nel 2022.

Guardando in particolare al turismo italiano, un’indagine condotta da Confcommercio in collaborazione con Swg sui dati Istat e Bankitalia ha rivelato come l’anno in corso si concluderà con almeno 60 milioni di arrivi e 120 milioni di presenze in meno rispetto al 2019. A mancare all’appello sono anche 13 milioni di viaggi degli italiani all’estero e 5 milioni di partenze programmate dai cittadini per le vacanze natalizie ormai cancellate. Una situazione che, secondo Confcommercio, rende indispensabile un intervento del governo “adottando misure sugli ammortizzatori sociali, senza aggravi di costo per le imprese, e sull’accesso al credito, ma anche interventi fiscali e contributi a fondo perduto parametrati alle perdite subite”.

In particolare, la confederazione chiede una proroga della cassa integrazione per le attività ferme a causa dell’emergenza epidemiologica (in scadenza il 31 dicembre) almeno fino al mese di giugno. Oltre alla decontribuzione per il reinserimento lavorativo per il comparto del turismo organizzato (composto da un’elevata quota di microimprese con meno di cinque dipendenti) e indennizzi certi e immediati per le discoteche. “La crisi sta impattando sempre di più sull’intera filiera turistica con migliaia di imprese che rischiano realmente la chiusura, soprattutto alberghi, tour operator e agenzie di viaggio”, interviene Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio. “Le risorse messe in campo finora dal governo non sono sufficienti. Sono necessari e urgenti più sostegni, la proroga della cassa integrazione e adeguate moratorie fiscali”.

Quanto alle agenzie di viaggio, si contano circa 8 milioni di disdette nelle ultime tre settimane. Una situazione “drammatica”, avverte Ivana Jelinic, presidente della Federazione delle associazioni imprese viaggi e turismo (Fiavet). “La variante Omicron ha messo di nuovo in ginocchio il mondo del turismo organizzato e negli ultimi tre giorni si contano oltre 6mila voli cancellati perché il personale è contagiato o in quarantena, con ulteriore aggravio per i viaggiatori”. Il comparto, ricorda Jelinic, occupa 86mila persone di cui il 70% donne e tre quarti in cassa integrazione. Ma non è chiaro quale sarà il loro destino, se potranno contare ancora su “un sostegno al reddito a gennaio” o “saranno licenziate”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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