Imprese, gli italiani hanno poca fiducia nella Csr

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Solo 2 italiani su 10 conoscono bene la Csr, ma molti vorrebbero essere informati sui comportamenti di responsabilità sociale delle imprese – anche finanziarie – di cui è cliente

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Per corporate social responsibility si intende senso di responsabilità che una società o qualsiasi altro soggetto dimostra verso la comunità e l’ambiente in cui opera

Il 47% degli italiani che conoscono la Csr crede che le attività di Csc “siano operazioni di facciata e non concrete”

Solo il 20% degli italiani sa cosa significa corporate social responsibility. Non solo, a riguardo gli italiani nutrono anche un certo grado di scetticismo: il 47% crede che le attività di Csr siano “operazioni di facciata e non concrete”. È quanto emerge da una indagine Bva Doxavolta a misurare il livello di conoscenza e il valore attribuito alle politiche di Csr di aziende e istituzioni.

Cos’è la corporate social responsibility (Csr)

Per corporate social responsibility si intende senso di responsabilità che una società o qualsiasi altro soggetto – anche attivo nell’ambito economico-finanziario – dimostra verso la comunità e l’ambiente in cui opera, inteso sia come ambiente naturale e geografico sia come contesto sociale.

Perché è importante conoscere il Csr

Il 47% degli italiani che conoscono la Csr crede che le attività di Csc “siano operazioni di facciata e non concrete”. Malgrado questo contesto di limitata conoscenza e valorizzazione delle attività specifiche di Csr, il 33% degli italiani ritiene “molto importante” essere messo al corrente della condotta di responsabilità sociale dei brand di cui è cliente. La percentuale sale all’84% considerando anche chi ritiene questa informazione “abbastanza importante”.

“Il quadro delineato dalla ricerca Bva Doxa mostra un atteggiamento disincantato da parte degli italiani nei confronti della Csr” afferma Simone Pizzoglio, head of finance & utilities di Bva Doxa che ha curato la ricerca. “Ma i risultati emersi – continua – non devono essere interpretati come un disinteresse tout court, quanto piuttosto come una scarsa conoscenza della materia e dell’impatto che la responsabilità sociale delle imprese avrà sulla nostra società negli anni a venire”.

La Csr sta diventando una scelta ineludibile per le imprese e per le istituzioni, nonché un elemento reputazionale essenzialein grado, da un lato, di determinare il successo di brand e prodotti e, dall’altro, di promuovere il ruolo attivo delle aziende nel miglioramento dell’intera società”, sottolinea Pizzoglio.

La ricetta vincente

Ma il modo per vincere lo scetticismo c’è: “Occorre implementare strategie e obiettivi che siano lineari e concretizzarli con azioni tangibili e coerenti”, spiega Pizzoglio. Per il curatore dello studio “in questo percorso, la comunicazione gioca un ruolo fondamentale: le iniziative vanno ‘raccontate’ piuttosto che ‘celebrate’. Servono dati certi su quanto fatto, come e perché e con quali risultati”. Gli ambiti d’intervento potenziali sono numerosi: ambiente, diritti umani, tutela del lavoro, welfare e molto altro ancora.


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di Redazione We Wealth

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