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La frenata registrata dall’Istituto nazionale di statistica risulta più contenuta nell’industria e nel commercio al dettaglio
Diverso è il caso dei servizi di mercato, dove l’indice scende da 109,6 a 94,9. Pesano il settore del trasporto e magazzinaggio e quello dei servizi turistici
“Preoccupazioni sulla crescita emergono con chiarezza anche dal versante delle imprese, sia pure con diverse intensità. Se nel commercio al dettaglio qualche giovamento deriva dalla sostituzione delle consumazioni fuori casa con acquisti per l’alimentazione domestica, presso i servizi di mercato si acuisce gravemente il disagio, in particolare nei trasporti e nella filiera turistica”, continua l’ufficio studi, ribadendo come questa situazione riproponga “il tema di una ripresa eterogenea, con ampi settori del terziario di mercato ancora in piena pandemia economica, una condizione di fragilità che si riverbera sulla tenuta complessiva del sistema produttivo”.
A sottolineare il marcato impatto della quarta ondata sul settore del turismo, in particolare, interviene anche l’Ufficio economico Confesercenti. Che ricorda come il comparto mostri “le aspettative più nere” con un crollo di 24 punti del clima di fiducia (il più rilevante da maggio 2021). “Le rilevazioni Istat confermano l’allarme che lanciamo da tempo: la quarta ondata sta riportando indietro le lancette della ripresa, in particolare per il settore turismo, ripiombato in un forte stato di crisi”, scrive l’associazione. “È una nuova emergenza che richiede un intervento immediato. A partire da misure atte a contenere i costi dei beni energetici e a sostenere l’occupazione”. Stando all’ufficio economico, a tal proposito, lo sconto sulla contribuzione per le imprese che accedono agli ammortizzatori sociali stabilito dal decreto sostegni rappresenta un passo in avanti, ma non basta. “Serve la previsione della causale covid-19 quantomeno dal 1° gennaio al 31 marzo: a rischio ci sono molti posti di lavoro, soprattutto tra le imprese di piccole e medie dimensioni del comparto. Un problema particolarmente grave nelle grandi città turistiche”.

