Usa: 5 Stati in cui trasferirsi per fare impresa al femminile

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California, Colorado e New York. Ma non solo. Ecco i 5 Stati migliori (e i 5 peggiori) per le donne imprenditrici

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Sul podio California, Colorado e New York. La California vanta in assoluto il maggior numero di aziende guidate da donne con un fatturato annuo superiore al milione di dollari

Gli Stati in fondo alla classifica soffrono di tassi di disoccupazione femminile tra i più elevati e rapporti retributivi tra uomini e donne che scendono al di sotto della media nazionale

Negli Usa, secondo il Women’s business enterprise national council, si contano oggi circa 13 milioni di imprese guidate da donne. Un numero che continua a crescere nonostante la pandemia, la carenza di manodopera e un contesto ancora fortemente patriarcale. Ma lo spirito imprenditoriale femminile non riesce a prosperare ovunque. Un nuovo studio di Clarify Capital svela i 5 Stati migliori (e i 5 peggiori) per fare affari. E dove raccogliere capitali quando si parla di startup.

Donne: i 5 Stati in cui fare business 

L’indagine prende in considerazione cinque variabili: la percentuale di piccole imprese di proprietà femminile, il rapporto retributivo tra donne e uomini, il tasso di disoccupazione femminile, il numero di aziende guidate da donne con un fatturato annuo di 1 milione di dollari o più e infine il numero di imprese femminili ogni 10mila residenti. Tutti dati ottenuti dal più recente Us Census bureau annual business survey (2020) e dall’Annual community survey (2020). Sul podio si posizionano California, Colorado e New York. La California, patria della Silicon Valley, vanta in assoluto il maggior numero di aziende guidate da donne con un fatturato annuo superiore al milione di dollari e si classifica al quinto posto in termini di divario retributivo di genere (le lavoratrici guadagnano attualmente circa l’88% del salario delle loro controparti maschili, rispetto a una media nazionale dell’81%). 

Il Colorado, invece, si posiziona al primo posto per numero di imprese femminili ogni 10mila residenti e al 10° posto in termini di gender pay gap. Inoltre, le donne costituiscono quasi un quarto di tutti i Consigli di amministrazione delle società del Centennial State. Quanto a New York, guadagna la seconda posizione del ranking per rapporto retributivo tra donne e uomini e la terza posizione per imprese al femminile con un fatturato annuo superiore al milione di dollari. Nella top5 anche Florida e Vermont. Quest’ultimo, in particolare, si posiziona primo con un gender pay gap pari a 0,89 a fronte dello 0,88 di New York (2°) e dello 0,87 del Nevada (3°). Dall’altro lato, gli Stati in fondo alla classifica soffrono dei tassi di disoccupazione femminile più elevati e rapporti retributivi tra uomini e donne che scendono al di sotto della media nazionale. Si parla di Virginia Occidentale, Mississippi, Alabama, Arkansas e Kentucky.

Startup al femminile: dove ottenere capitali

In linea generale, negli Stati Uniti si contano oggi il 114% di imprenditrici al femminile in più rispetto a 20 anni fa. Il Nevada ha conosciuto l’incremento percentuale maggiore dal 2022, pari all’83%. Si classifica secondo lo Utah con il 77%, seguito da Florida (55%) e Colorado (52%). Diverso il caso della Virginia Occidentale che, nello stesso periodo, ha incassato un crollo delle imprese guidate da donne pari al -16% accompagnato dal New Hampshire con il -5%. Parallelamente, alcuni Stati che stanno distribuendo più denaro alle neo imprenditrici rispetto ad altri. La classifica per capitali investiti, stando ai dati Pitchbook, vede distinguersi il Massachusetts con una media di 13 milioni di dollari per deal riguardanti principalmente società software e farmaceutiche dell’area di Boston. La California ottiene il secondo posto con 10,2 milioni di dollari, anche in questo caso indirizzati principalmente a società software. In entrambi i casi, si tratta tuttavia di startup che vantano un mix di generi al timone.

Fonte: Clarify Capital


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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