Imprese: i 3 paesi più convenienti per fare business nel 2021

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Un nuovo studio sulle 30 principali economie a livello globale rivela quali sono i paesi più economici e quali quelli più cari per gestire un’impresa

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Lo studio ha analizzato quattro variabili: il salario medio annuo, l’aliquota massima dell’imposta sul reddito delle società, e i prezzi medi di servizi come la connessione a internet e l’elettricità

L’Ungheria, al primo posto tra i paesi più economici, vanta non solo l’aliquota massima dell’imposta sul reddito delle società più contenuta (9%) ma anche le tariffe migliori in termini di connessione a internet (15,23 dollari al mese)

Gestire un’impresa non è un affare da poco. Specie in Norvegia. Secondo un nuovo studio di Approve, azienda del Delaware che fornisce soluzioni di approvvigionamento basate sul cloud e che ha messo a confronto oltre 30 economie a livello globale, la patria dei fiordi tradizionalmente nota per l’elevato costo della vita è infatti la più costosa anche per fare business. Sul versante opposto l’Ungheria, che vanta non solo l’aliquota massima dell’imposta sul reddito delle società più bassa (9%) ma anche le tariffe migliori in termini di connessione a internet (15,23 dollari al mese).

Più convenienti? Ungheria, Lituania e Polonia

Lo studio ha analizzato in particolare quattro variabili: il salario medio annuo, l’aliquota massima dell’imposta sul reddito delle società, e i prezzi medi di servizi come la connessione a internet e l’elettricità. Quello che è emerso è che i tre paesi meno costosi in cui fare impresa sono l’Ungheria, la Lituania e la Polonia. L’Ungheria, come anticipato in apertura, vanta infatti un’aliquota massima dell’imposta sul reddito delle società pari al 9% (la più bassa a livello globale), un costo medio per la connessione a internet di 15,23 dollari al mese e un costo per l’energia di 12,5 centesimi per chilowattora. La Lituania, invece, riporta i costi medi per internet più contenuti (le aziende pagano mediamente 12,73 dollari al mese) ed è anche tra le nazioni più economiche in termini di costo dell’elettricità (15,7 centesimi per chilowattora). Chiude il podio la Polonia, con un salario medio annuo di 32.527 dollari, un’aliquota massima dell’imposta sul reddito della società del 19% e un costo della configurazione a internet e dell’energia pari rispettivamente a 14,74 dollari al mese e 19,2 centesimi per chilowattora.

Più cari? Norvegia, Australia e Stati Uniti

La Norvegia, invece, è il paese più caro in termini di costi aziendali; soprattutto quando si parla di servizi pubblici, con l’elettricità che costa quasi un dollaro per chilowattora e la connessione a internet che si aggira intorno ai 56,94 dollari al mese. L’Australia riporta una delle più elevate aliquote dell’imposta sul reddito delle società (30%) ma anche un salario medio annuo da record (55.206 dollari) e un costo medio mensile della connessione a internet pari a 56,49 dollari al mese (quattro volte più elevato rispetto a Lituania e Polonia). Gli Stati Uniti, al terzo posto, vantano i salari medi più elevati a livello globale (69.392 dollari all’anno), un costo medio della connessione a internet pari a 65,94 dollari al mese, ma una tariffa media dell’elettricità pari a 14,8 centesimi per chilowattora (tra le più economiche).

Usa: Texas sul podio della convenienza

Spostando il focus proprio sugli Usa, emerge che il Texas è lo Stato più conveniente per fare business, con un costo medio per l’elettricità pari a 8,52 centesimi per chilowattora e stipendi medi annui che si aggirano intorno ai 39.640 dollari. Manca invece il dato sull’aliquota dell’imposta sul reddito delle società, precisa il rapporto, perché in Texas le aziende pagano una tassa sul franchising “che non è direttamente comparabile”. Al secondo posto l’Oklahoma, con salari medi dei dipendenti che superano di poco i 37mila dollari all’anno e un costo per l’elettricità pari a 7,96 centesimi per chilowattora, e al terzo il Kentucky. Tra quelli più costosi, infine, si segnala la California (lo Stato più caro in termini di bollette energetiche con un costo di 17,74 centesimi per chilowattora, più di due volte e mezzo superiore a quello dello Stato più economico, il Nevada), il New Jersey e il Vermont.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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