L’impact investing resiste alla pandemia

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Il mercato dell’impact investing sta conoscendo una crescita costante, arrivando a sfiorare a livello globale i 715 miliardi di dollari. E la pandemia sembra non spaventare gli investitori. I dati del Global impact investing network lo dimostrano

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Il 15% degli investitori sostiene che “probabilmente” dedicherà più capitali all’impact investing

Il 34% si attende delle prestazioni in linea con le aspettative

“La comunità globale degli investitori a impatto sociale e ambientale può aiutare a ricostruire un futuro più inclusivo, più resiliente e più sostenibile”, commenta Amit Bouri

Gli investitori a impatto sociale e ambientale resistono alla pandemia e si preparano a costruire un futuro più inclusivo e resiliente. Nonostante i venti contrari del covid-19, infatti, il 57% ritiene piuttosto improbabile una modifica del volume di capitale che ha pianificato di dedicare all’impact investing nel corso del 2020, e c’è chi ritiene che destinerà al settore anche più risorse.
Secondo la decima edizione dell’Annual impact investor survey del Global impact investing network, il mercato dell’impact investing sta conoscendo una crescita costante, arrivando a sfiorare un valore pari a 715 miliardi di dollari. In particolare, sono stati intervistati 294 investitori che gestiscono complessivamente 404 miliardi di dollari, di cui 122 hanno condiviso le proprie prospettive anche sugli effetti del covid-19 sull’allocazione dei capitali e il risk assessment.

Se oltre la metà degli intervistati ritiene improbabile un risvolto negativo sul settore, il 20% considera “un po’ probabile” ridurre nel corso dell’anno il volume di capitale investito rispetto a quanto pianificato, mentre il 15% sostiene che “probabilmente” investirà anche di più. Eppure, il 46% degli investitori si attende che il loro portafoglio sottoperformerà dal punto di vista finanziario rispetto alle aspettative, contro il 34% che ipotizza delle prestazioni in linea con le attese. Al contrario, in termini di impatto solo il 16% prevede una sottoperformance, mentre il 18% parla di una sovraperformance.

“Il mercato sta crescendo sia in profondità che in raffinatezza – spiega Amit Bouri, co-founder e ceo del Global impact investing network – quasi sette intervistati su dieci credono che gli investimenti a impatto sociale e ambientale stiano crescendo costantemente”. Secondo Bouri, la crisi potrebbe infatti rappresentare un’opportunità senza precedenti.

“La comunità globale degli investitori a impatto sociale e ambientale può aiutare a ricostruire un futuro più inclusivo, più resiliente e più sostenibile. Noi possiamo dare forma a una ripresa che migliori il futuro di tutti i cittadini del mondo. Possiamo aprile la strada a un nuovo sistema finanziario che onori il ruolo di ogni stakeholder, dai lavoratori al pianeta stesso”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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