Il private debt italiano nel 2020 cresce (nonostante tutto)

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Aifi registra dati più alti rispetto al 2019 in fatto di raccolta, operazioni e rimborsi. La metà degli investimenti sono stranieri. Ecco i numeri dei primi sei mesi dell’anno

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Raccolti ad oggi 195 milioni di euro, un dato in crescita del 10% rispetto a giugno 2019

L’86% degli investimenti è dedicato allo sviluppo aziendale

“L’incremento degli investimenti denota l’importanza del settore che in questo periodo di emergenza necessita di operatori che diano fiducia alle imprese e iniettino debito buono”, ha commentato Innocenzo Cipolletta

Il lockdown non ha fermato il private debt: secondo i dati raccolti da Aifi in collaborazione con Deloitte, il primo semestre del 2020 mostra segnali positivi. La raccolta è pari a 195 milioni di euro, in crescita  del 10% rispetto ai 178 dei primi sei mesi dell’anno scorso.
I dati di mercato mercato privato dicono che i capitali arrivano nel 51% dei casi dall’estero. Nella prima parte dell’anno sono stati investiti 423 milioni di euro, un dato in calo del 21% rispetto al primo semestre del 2019. Il numero di sottoscrizioni è stato pari a 138, in crescita questa volta del 34%. 96 i target, in aumento del 22%. Escludendo le piattaforme di lending, il 56% dell’ammontare è stato investito da soggetti domestici, che hanno realizzato il 91% del numero di operazioni. Complessivamente, Il 59% delle operazioni sono state finanziamenti, mentre il 40% sottoscrizioni di obbligazioni e l’1% ha riguardato strumenti ibridi. 

Le operazioni

La durata media delle operazioni è di 4 anni e 10 mesi mentre riguardo alle dimensioni, il 97% dei casi ha riguardato operazioni con un taglio medio inferiore ai 10 milioni di euro. Il tasso d’interesse medio è pari al 3,8%. A livello geografico, la prima regione resta come negli anni precedenti la Lombardia, con il 24% del numero di operazioni realizzate in Italia, seguita dal Lazio con il 14% e dall’Emilia Romagna con il 12%. Riguardo alle aziende target, il 27% degli investimenti, confluiscono su beni e servizi industriali; seguono, a pari merito, Ict e manifatturiero-alimentare, con il 16%. A livello di dimensione delle aziende target, il 54% degli investimenti ha riguardato imprese con meno di 50 milioni di fatturato.

“L’incremento degli investimenti denota l’importanza del settore che in questo periodo di emergenza necessita di operatori che diano fiducia alle imprese e iniettino debito buono, finalizzato al consolidamento e alla crescita”, ha commentato il presidente dell’associazione Innocenzo Cipolletta. “Nei prossimi mesi questo andamento potrebbe portare a un impegno ancora maggiore da parte dei fondi di private debt che, attraverso la loro attività, potrebbero ben supportare la crisi momentanea della imprenditoria italiana”. Nel primo semestre 2020, sono stati 118 i rimborsi per un ammontare pari a 191 milioni di euro. L’89% del numero di rimborsi ha seguito il piano di ammortamento. Con riferimento all’investimento originario, il 72% dei rimborsi ha riguardato lo strumento dell’obbligazione.

Tra le operazioni registrate nel 2020, degne di nota sicuramente quelle premiate nel corso del Private Debt Award 2020:

  • Mediobanca per l’operazione Global Display Solutions
  • Equita Capital Sgr per l’operazione PU Cosmetica Srl
  • Tikehau Capital per l’operazione Bip – Business Integration Partners Spa

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di Livia Caivano

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