Il coronavirus ha fatto bene al venture capital cinese

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Rimbalzo per i fondi di private equity in Cina a marzo. Secondo i dati dell’Asian Venture Capital Journal le start-up e le società del tech cinesi nel mese hanno raccolto oltre 2,5 miliardi di dollari. Ecco perché

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Le start-up e le società del tech cinesi a marzo hanno raccolto oltre 2,5 miliardi di dollari

A febbraio i dato si era fermato a quota 410 milioni di dollari

Anche se i risultati del primo trimestre del 2020 non sono neanche lontanamente comparabili a quelli dello stesso periodo del 2019, il venture capital cinese sembra essere sulla via giusta per la completa guarigione.

 

Secondo i dati pubblicati dall’Asian Venture Capital Journal, infatti, le start-up e le società del tech cinesi a marzo hanno raccolto oltre 2,5 miliardi di dollari: gli investitori sono a caccia di occasioni. Il dato è in netta ripresa rispetto al mese di febbraio quando – nel pieno della diffusione del coronavirus su territorio cinese – i fondi di venture capital avevano raccolto solo 410 milioni di dollari.

L’aumento delle attività suggerisce che i fondi abbiano approfittato delle valutazioni più basse, conseguenza della pandemia, per investire in settori come la biotecnologia e l’istruzione online. Rimangono comunque lontani i livelli del primo trimestre 2019, quando la raccolta era statta di circa 8 miliardi di dollari (oggi 3,8 miliardi). Significativo a marzo è stato un round di finanziamento del valore di un miliardo per la start-up di formazione online Yuanfudao, guidato da investitori tra cui la società tecnologica cinese Tencent. Il gruppo dei giochi e dei social media ha continuato a riversare capitali nelle start-up cinesi nel primo trimestre, finanziando 17 aziende.

Un grande gruppo cinese di capitali di rischio, Qiming Ventures Partners, la scorsa settimana ha annunciato la chiusura di un fondo da 1,1 miliardi di dollari per investire in start-up sanitarie e tecnologiche. Questa ripresa del finanziamento di venture capital non è stata eguagliata in altri mercati che sono stati beneficiari di capitali cinesi, come l’India e il sud-est asiatico. Gli investimenti cinesi in capitale di rischio in entrambi sono scesi al minimo di due anni a marzo, secondo i dati di Refinitiv.


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di Redazione We Wealth

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