Intrighi militari dalle antiche corti. Il Codice Santini va in asta

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Il Codice Santini, libro del Quattrocento redatto presso la corte dei Montefeltro e dei Della Rovere, sarà battuto nell’asta del 27 febbraio 2024 da Il Ponte a Milano. Le aspettative sono molto alte per questa vendita che potrebbe raggiungere e superare quella della Summa di Luca Pacioli

Indice

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Il libro che si appresta a essere battuto in asta da Il Ponte è un testo antico su pergamena dedicato alla progettazione di macchine per l’uso civile e militare conservato in eccezionali condizioni nella rara ed elegante legatura coeva.

Il Codice Santini è tutt’ora oggetto di studio da parte di numerosi esperti i quali, ancora incerti sull’attribuzione definitiva, risultano uniformemente concordi nell’annoverarlo tra le prime testimonianze di un approccio scientifico allo studio dell’ingegneria e della meccanica a cui si sono dedicati intellettuali e maestri come il senese Mariano di Jacopo, meglio noto come il Taccola, Francesco di Giorgio Martini

Appartenuto con certezza alla biblioteca Ducale di Urbino, in quanto inserito nell’ultimo inventario redatto da Francesco Scudacchi nel 1632, il Codice Santini è l’unico fra i manoscritti urbinati a non essere stato incluso nella Biblioteca Apostolica Vaticana nel 1657, ma ad essere rimasto stabilmente nel territorio nel quale ha avuto origine. 

L’esposizione del Codice Santini si terrà il 23, 24, 25 febbraio 2024 nel Salone dei Cesari a Palazzo Crivelli a Milano prima dell’asta del 27 febbraio dove partirà con una stima compresa tra i 380.000 e i 450.000 euro. Per Stefania Pandakovic, capo dipartimento Libri e Manoscritti di Il Ponte Casa d’Aste, “di fronte all’eloquente bellezza del Codice Santini si prova al contempo una sensazione di stupore e soggezione, mentre lo sguardo resta rapito dall’eccezionale documentazione storica racchiusa tra le sue pagine”.

Il mercato dei libri antichi, lo stato di salute

Il mercato dei libri antichi è un mercato solido. Rappresenta un settore di nicchia nel mondo del collezionismo e registra aggiudicazioni importanti e costanti. I temi trattati sono vari ma quelli che hanno un interesse particolare sono la letteratura, le scienze, la geografia e l’astronomia, il culto e i l’arte. L’introduzione del digitale nel settore delle aste in generale partita dal 2020 ha allargato i confini di questo mercato e lo ha portato a un livello internazionale. I libri antichi della nostra cultura, realizzati tra la seconda metà del 1400 e la fine del 1600, hanno un posto da protagonisti e sono ricercati dalla fascia alta del collezionismo come avvenuto nel caso del Sidereus Nuncius di Galileo Galilei 1610, prima edizione del testo fondativo della moderna astronomia, aggiudicato a 387.000 euro (stima 200.000 – 250.000 euro) battuto da Finarte il 15 giugno 2017 e del Libro d’ore all’uso di Tours (ca. 1500-1508), non comune e elegante libro d’ore miniato con soggetti religiosi, aggiudicato nel 2015 da Pandolfini a 275.000 euro partendo da una stima di appena 12.000 – 15.000 euro.

Ma le aspettative di vendita per il Codice Santini sembrano destinate ad andare oltre anche se già dal 2012 è divenuto patrimonio culturale dallo Stato italiano che ne preclude l’esportazione. Il libro potrebbe raggiungere e superare la Summa de Arithmetica Geometria Proportiona & Proportionalita di Luca Pacioli del 1494, la prima edizione del più importante trattato di aritmetica, geometria e proporzioni dell’età rinascimentale che include il primo trattato a stampa sul sistema contabile della partita doppia, aggiudicata a 524.460 euro partendo da una stima di 400.000 – 500.000 battuto da Finarte il 20 giugno 2019

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Tutte le foto: Codice Santini, Courtesy Il Ponte Casa d’Aste.


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di Alessandro Montinari

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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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