Napoleone, il cappello dei record e l’industriale delle pulizie

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Non è la prima volta che il caratteristico copricapo a due punte del condottiero transita sotto il martelletto con quotazioni milionarie. Ma stavolta il generale ha superato se stesso con un “bicorno” appartenente a una prestigiosa collezione privata, complice anche la coccarda tricolore che indossava mentre si accingeva a riconquistare il trono (e il film Napoleon di Ridley Scott)

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La penultima vendita di peso risale al settembre 2021: in occasione dei 200 anni di anniversario della morte di Napoleone Bonaparte, Sotheby’s Parigi aveva organizzato una sontuosa asta tematica, che alla fine portò qualcuno a pagare un cappello bicorno del generale 1,4 milioni di dollari. Cifra degna di un imperatore, ma destinata a essere superata solo due anni dopo – domenica 19 novembre 2023 – da un copricapo venduto da Osenat, a Fontainbleau. 

La casa d’aste francese ha infatti allestito una vendita tematica (137 i lotti offerti) provenienti dalla ricca collezione dell’industriale Jean Louis Noisiez (scomparso il 1° novembre 2022, attivo in vita nel settore delle pulizie e dei servizi alle imprese, fondatore del gruppo GSF), che passò oltre un secolo a selezionare e acquisire cimeli militari e non appartenuti a Napoleone Bonaparte. Il cappello a due punte (lotto numero 42), stimato fra i 600.000 e gli 800.000 euro, è arrivato a sfiorare i 2 milioni di euro. impossibile non pensare che su questo record non abbia influito il film Napoleon di Ridley Scott, in uscita proprio in questi giorni. Realizzato in feltro nero, decorato con la coccarda tricolore bianca rossa e blu, il cappello presenta segni di usura e non ha più la calotta interna, come riscontrabile dalle foto. Il diametro del tondo è di 50 millimetri; come tutti i cappelli di Napoleone, la parte superiore dell’ala anteriore è rinforzata all’interno da un pezzo di feltro nero, un rinforzo che facilita la presa in mano del cappello. Il prezzo si giustifica, oltre che per l’origine illustre dell’oggetto, anche per la sua scarsità: esistono oggi al mondo solo una ventina di cappelli originali di Bonaparte.

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Storia del più costoso cappello di Napoleone 

Il cappello di Bonaparte appena aggiudicato in asta fu indossato da Napoleone Bonaparte durante l’impero, nel periodo in cui il colonnello e pellicciaio Baillon fu assegnato al palazzo dell’imperatore (1806-1815). La coccarda è quella che Napoleone portava sul cappello quando avvistò la costa francese, a bordo dell‘Inconstant, il 1° marzo 1815, di ritorno dall’Elba. 

Marchand, fedele valletto di Napoleone, così racconta questo momento storico: «L’imperatore mi disse che sarebbe andato in Francia e di preparare tutto per il viaggio. Avrebbe portato con sé pochi effetti personali, “un’uniforme da chasseur e un’uniforme da granatiere”, mi disse, “camicie e nient’altro”, e io mi preoccupai di portare con me, come mi aveva raccomandato, una coccarda tricolore da porgergli quando me l’avesse chiesta. Mentre l’Imperatore si accingeva a sventolare la bandiera tricolore, mi passò il suo cappello attraverso il boccaporto e gli misi la coccarda nazionale al posto della bandiera dell’Elba, il che richiese pochissimo tempo. (…) alla vista di questa coccarda, di questo cappellino con i colori di Austerlitz, l’emozione fu tale che l’imperatore, pur volendolo, non riuscì a proferire parola. In effetti, sarebbe difficile descrivere la gioia, l’entusiasmo e la tenerezza che si scatenarono a bordo del veliero; le acclamazioni, il battere delle mani e lo sbattere dei piedi si sentivano così forte che tutte le batterie del brigantino suonavano contemporaneamente. Era il delirio…». È presumibile, comunicano dalla casa d’aste francese, che questa coccarda lo accompagnò anche nella riconquista del suo trono, da Golf Juan a Parigi. 

Provenienza del cappello record di Napoleone

L’ultima appartenenza è quella di Jean Louis Noisiez. Originariamente, cappello proveniva dal colonnello Pierre Baillon, pellicciaio dell’imperatore, nella sua famiglia rimase fino alla fine del XIX secolo. Il nipote del colonnello lo vendette quindi all’antiquario Charles Meyer di Digione. In seguito, il cimelio approda alla collezione di Paul Senes, per poi passare dal 1928 al collezionista di arti militari francesi Jean Brunon e successivamente al figlio di costui e al nipote. Il cappello e la coccarda sono stati esposti al pubblico dal 1967 fino al gennaio 2002, quando la famiglia Brunon li ha ripresi. La coccarda invece fu originariamente consegnata a bordo dell’Inconstant da Marchand 1° marzo 1815, al ritorno dall’Isola d’Elba. In seguito regalata dal principe Jérôme Bonaparte al principe de la Moskowa. In seguito, come il cappello, finì nella raccolta della famiglia Brunon e infine nella collezione di Jean Louis Noisiez.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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