Sfdr: i fondi classificati come articolo 9 sono davvero sostenibili?

3 MIN

Secondo un’analisi di MainStreet Partners, più del 90% dei fondi art. 9 ai sensi della Sfdr non ha (o non rende noti) obiettivi di carattere ambientale

WW Snippets test

Quasi un terzo dei fondi che godono dello status di art. 9 ai sensi della Sfdr dichiara una percentuale pari o inferiore al 30% di investimenti sostenibili

Gallo: “Sul mercato regna una notevole confusione su cosa si intenda per fondo sostenibile e su come evitare il rischio di greenwashing”

I fondi che ricadono sotto l’ombrello dell’articolo 9 della Sustainable finance disclosure regulation (Sfdr), la normativa europea sull’informativa di sostenibilità nel settore dei servizi finanziari, sono davvero “green”? Secondo MainStreet Partners, non proprio. O meglio, la maggior parte dei prodotti non è in grado di garantire la necessaria attenzione alla sostenibilità.

Si tratta della nuova edizione annuale dell’Esg Barometer, indagine condotta dal fund research team di MainStreet Partners su oltre 5.800 fondi ed etf e più di 64mila Isin individuali che coprono più di 300 asset manager per un patrimonio totale di 4.400 miliardi di euro. Facciamo innanzitutto chiarezza. È ormai opinione condivisa tra gli operatori che l’art. 9 abbracci quei prodotti finanziari che hanno un esplicito obiettivo sostenibile, mentre l’art. 8 quelli che promuovono – tra le altre caratteristiche – fattori ambientali e sociali attraverso l’integrazione dei parametri Esg nell’analisi finanziaria tradizionale. 

Esaminando i recenti dati dello European Esg template (metodo standardizzato per lo scambio dei dati Esg, ndr), i ricercatori hanno evidenziato come più del 90% dei fondi classificati come art. 9 ai sensi della Sfdr non possedeva – o non rendeva noti – obiettivi di carattere ambientale. Inoltre, quasi un terzo vantava una percentuale pari o inferiore al 30% di investimenti sostenibili. Ciononostante, la quota di fondi classificati come art. 9 nell’universo dei prodotti analizzati da MainStreet Partners è rimasta costante negli ultimi due anni. Parallelamente, però, è stato rilevato uno spostamento dei fondi dallo status di art. 6 a quello di art. 8: se nel 2021 i prodotti classificati come art. 6 rappresentavano il 75%, nel 2022 sono scivolati infatti a quota 50%.

In questo scenario appare inoltre evidente come i fondi dei mercati emergenti risultino svantaggiati rispetto a quelli dei mercati sviluppati, ottenendo punteggi inferiori nei rating Esg nell’ordine del -10% nel caso dei prodotti che ricadono sotto l’ombrello degli artt. 8 e 9. “Ciò è dovuto certamente al fatto che le società incluse nei portafogli hanno ricevuto valutazioni Esg inferiori a quelle dei mercati più sviluppati”, osservano i ricercatori. “Tuttavia, la mancanza in generale di dati e informazioni provenienti dalle regioni dei mercati emergenti rende l’analisi Esg generalmente più difficile”. Una tendenza, aggiungono, che potrebbe non solo persistere ma anche aggravarsi qualora gli stringenti requisiti in materia di dati richiesti dalle autorità di vigilanza superino i miglioramenti apportati dalle società attive in queste regioni.

Secondo Simone Gallo, managing director di MainStreet Partners, i recenti interventi normativi europei in materia di investimenti sostenibili hanno di fatto innescato “una rivoluzione nel settore del wealth e asset management” al punto che le comunicazioni ambientali, sociali e di buona governance rappresentano oggi una delle priorità di consigli di amministrazione e dei comitati esecutivi. “Tuttavia, sul mercato regna una notevole confusione su cosa si intenda per fondo sostenibile e su come evitare il rischio di greenwashing in un’enorme offerta di nuovi prodotti commercializzati come Esg, impact o sostenibili”, avverte Gallo. Che ricorda infine come “un numero crescente di investitori in Europa e in Asia” richiedono o desiderano “rating Esg coerenti e di facile comprensione”.


Warning: Undefined variable $tags in /home/wedev_n84yt/webapps/staging/wp-content/themes/the-project/template-parts/content.php on line 277

di Rita Annunziata

WW Snippets test

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia