Guerra ucraina: la crescita rallenta e gli italiani riducono i consumi

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In testa alle preoccupazioni degli italiani c’è l’aumento generalizzato dei prezzi del gas e l’esplosione dell’inflazione

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Il 95% degli italiani si aspetta rilevanti ripercussioni a causa del conflitto in Ucraina sull’economia

Secondo l’ultimo rapporto “Global economic prospects” pubblicato dalla Banca mondiale la crescita dell’economia globale dovrebbe decelerare

Il conflitto in corso, a differenza di altre precedenti
guerre, si distingue (tra le altre cose) per il fatto che l’Ucraina è avvertita
dall’Europa come una nazione particolarmente vicina e, conseguentemente, ogni Stato
europeo, oltre agli aspetti empatici legati ai crimini e alle ingiustizie che
avvengono in territorio ucraino, si sente potenzialmente sotto minaccia.

Questo è vero al punto che 4 italiani su 10, come rileva un
recente report elaborato da Area studi Legacoop-Ipsos, poiché si sentono fortemente
intimoriti dalle possibili ripercussioni della guerra, ridurranno i consumi cercando di accumulare più ricchezza.

Più nel dettaglio, secondo le principali evidenze che emergono dal
report “FragilItalia”, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos, sulla scorta
di un sondaggio condotto su un campione rappresentativo della popolazione, gli
italiani temono, soprattutto, un aumento generalizzato dei prezzi, l’esplodere
dell’inflazione e una rilevante riduzione delle forniture di gas. Una
preoccupazione che innesca una nuova volontà di risparmiare e ridurre i
consumi. 

Il timore è, infatti, di perdere potere di acquisto e di vedere svalutati
i propri risparmi.

Questi risultati mettono in evidenza che gli effetti del
conflitto Russo-Ucraino sull’economia hanno appesantito difficoltà precedenti,
già avvertite dalle famiglie italiane.

Ad esempio, secondo il report in commento, rispetto ad
inizio anno aumentano le difficoltà di pagare rate di finanziamenti personali
(in crescita di 10 punti, al 66%), di pagare l’affitto (in crescita di 12
punti, al 65%) e di pagare il mutuo (+ 9 punti, al 61%).

La fascia che più di altre appare in difficoltà è quella dei
giovani tra i 18 e i 30 anni (il 76% ha difficoltà a pagare l’affitto), nonché
i residenti nel Mezzogiorno.

Con riferimento ai consumi, l’81% degli intervistati
dichiara di dover ridurre i consumi di gas ed energia elettrica; il 75% di abbigliamento (4 punti in più); il 74%  di benzina e gasolio (3 punti in più).

In testa alla lista dei consumi che subiranno i tagli più
drastici o perfino, la completa rinuncia si colloca l’abbigliamento (33%), seguito dai
prodotti cosmetici (30%), gas ed energia elettrica (entrambi
al 29%) e da benzina e gasolio (26%).

Siffatto scenario, legato alla percezione delle
preoccupazioni degli italiani che, evidentemente, ha risvolti anche sulle
prospettive di consumo e risparmo, si inscrive in modo coerente nel più ampio contesto
tratteggiato dalla Banca mondiale.

Secondo l’ultimo rapporto “Global economic prospects” pubblicato
dalla Banca mondiale, infatti, la crescita dell’economia globale dovrebbe
crollare dal 5,7 per cento nel 2021 al 2,9 per cento nel 2022. Dunque, ben al di sotto rispetto alle precedenti stime di gennaio.

Più nello specifico, la crescita delle economie avanzate potrebbe decelerare fino al 2,6 per cento nel 2022, e quella dei mercati emergenti e delle economie in
via di sviluppo, potrebbe scendere del
3,4 per cento (rispetto alle stime del 2021) nel 2022.

Secondo la banca mondiale, pertanto, occorre intervenire a livello nazionale con politiche idonee a scongiurare ulteriori rallentamenti dell’economia e proteggere i risparmi.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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