Gli Etf smart beta inciampano sui ribassi

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Tra gennaio e marzo i fondi passivi risk oriented e momentum non hanno brillato. Ma se si allarga lo sguardo al rendimento dei 12 mesi, la storia cambia e le strategie si dimostrano redditizie a fronte di costi decisamente contenuti

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WW Snippets test

Fondi passivi, ma non del tutto. L’approccio smart (o strategic) beta applicato ai replicanti dovrebbe sterilizzare la performance rispetto alla volatilità dei mercati. E la volatilità è una costante pericolosa, nei tempi incerti e difficili che abbiamo descritto nella pagina a fianco. Questi prodotti sono stati in grado di proteggere l’investitore dagli scossoni delle Borse e del reddito fisso nel primo trimestre? La risposta non è positiva.

Come funzionano le strategie smart beta

Ma prima di vedere i numeri, spieghiamo brevemente di cosa stiamo parlando. Il beta misura il comportamento di un titolo rispetto al mercato: se è compreso tra 0 e 1 indica che il titolo è difensivo ovvero in grado di attenuare le oscillazioni del mercato; se invece supera l’unità, è aggressivo e amplifica i movimenti del mercato. Lo smart beta introduce un fattore intelligente – diverso dalla pura capitalizzazione – che funziona da elemento di ponderazione degli indici replicati passivamente dagli Etf tradizionali. La ponderazione può essere in termini di pesi dei titoli nell’indice (equal weight) o di rischio (risk oriented, che prediligono titoli a beta basso o società con fondamentali più solidi). Focalizzando l’attenzione su due categorie precise ovvero risk oriented e momentum, se ne trae che queste due categorie non sono state capaci, nel primo trimestre, di resistere alle turbolenze dei mercati.

Gli Etf top performer

Per le migliori risk oriented, le perdite sono state più contenute e, anzi, le prime tre in classifica mostrano un andamento positivo (vedi tabella). Cali più pesanti, invece, per le strategie di momentum. Nei dodici mesi, tuttavia, i rendimenti sono tutti ampiamente positivi. In particolare, spiccano per la categoria low volatility, l’Spdr S&P500 Low Volatility di State Street (che ha reso il 23,62%), l’iShare Edge Msci World, l’Xtrackers Msci World Minimum e L’Ossiam Us Minimum Var di Natixis, tutti sopra il 15% di rendimento. Nella categoria momentum, infine, due fondi in particolare hanno registrato un rendimento a doppia cifra nei 12 mesi: ovvero Xtrackers Msci World Momentum Etf (13,5%) e iShares Edge Msci Wld Mom. (13,45%).


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di Laura Magna

WW Snippets test

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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