Giovani: tra risparmio e investimento c’è di mezzo il fintech

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In Italia i giovani utilizzano gli strumenti digitali per i pagamenti, hanno in generale capacità di risparmio e vogliono investire per accumulare patrimoni finanziari. Alle banche il compito di innovarsi per sfruttare quest’opportunità

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La società di consulenza Excellence Consulting ha pubblicato la ricerca “Il segmento giovani: capacità di risparmio, strumenti di pagamento e prodotti di investimento”, con la quale ha analizzato il comportamento dei giovani italiani in materia di risparmio e investimenti

Il giovane italiano medio ha un conto corrente, predilige i pagamenti digitali, risparmia almeno un terzo delle proprie entrate, in particolare al fine dell’acquisto/affitto casa e per i viaggi e dimostra una buona propensione agli investimenti

“I giovani chiedono che gli strumenti attualmente utilizzati per i pagamenti digitali consentano anche la possibilità di gestire il risparmio ed accedere ad investimenti ad accumulo come i PAC” commentano Carlo Liotti e Mario Morelli di Excellence Consulting

Squattrinato, con capacità di risparmio e inclinazione agli investimenti di lungo periodo ridotte: uno stereotipo che non coincide più con l’identikit del giovane italiano. A dirlo è la ricerca “Il segmento giovani: capacità di risparmio, strumenti di pagamento e prodotti di investimento” di Excellence Consulting ed Excellence Education, società di formazione e change management del Gruppo, effettuata a inizio 2021 su 300 giovani tra i 25 e i 34 anni, rappresentavi della popolazione per sesso e area geografica, che indica quali sono l’attitudine al risparmio e agli investimenti dei giovani italiani.

Strumenti di pagamento

Nel dettaglio della survey, il 51% degli intervistati ha un conto corrente, il 33% due, l’8% tre, il 5% nessuno, il 3% più di tre. Il 20% utilizza esclusivamente/quasi pagamenti digitali, il 46% prevalentemente pagamenti digitali, il 23% in egual misura denaro contante e pagamenti digitali, il 7% prevalentemente contante, il 4% esclusivamente/quasi contante.  L’87% ritiene i pagamenti digitali più pratici del denaro contante, l’85% più sicuri; il 37% reputa però di aver maggiore controllo sulle spese col contante che coi pagamenti digitali e il 10% non si fida a realizzare pagamenti con gli strumenti digitali per il rischio di frodi. Per i pagamenti di routine e quelli eccezionali, vengono rispettivamente adoperate: carte di debito nel 51% e 53% dei casi, prepagate in entrambi i casi nel 31%, carte di credito nel 29% e 47%, e-wallet nel 18% e 14%. Le app dedicate ai pagamenti digitali ad oggi disponibili sul mercato vengono utilizzate con elevata frequenza da una larga fetta dei giovani: spesso (25%), sempre (22%), mai (20%), a volte (19%), raramente (14%).

Risparmio

Per quanto riguarda il risparmio, il 28% degli intervistati vi destina oltre il 30% delle entrate, il 20% fino al 30%, il 23% fino al 20%, il 21% fino al 10%, il 6% nessuna. Gli obiettivi per cui stanno risparmiando i giovani sono: affitto o acquisto della casa (54%), viaggi (53%), hobby, sport e tempo libero (44%), acquisti rilevanti (36%), fondo di emergenza per eventi inattesi (28%), investimenti finanziari (22%), formazione (22%), matrimonio o convivenza (17%), assicurazione integrativa (12%). Come strumenti di accantonamento e gestione del risparmio vengono preferiti: conto corrente dove si ricevono anche entrate (69%), strumenti finanziari (22%), conto corrente differente da quello delle entrate (16%), conto dedicato al risparmio con condizioni vantaggiose (13%). Rimane uno spazio di crescita per le app di supporto alla gestione del risparmio e degli investimenti (6%).

Investimenti

Circa gli investimenti, solo il 38% ne ha effettuati. La possibilità di investire nei prossimi due anni è considerata probabile: molto (24%), abbastanza (27%), così così (21%), poco (21%), per niente (7%). Tra le funzionalità disponibili sulle app, il 69% stima vantaggiosa la possibilità di definire un piano di risparmio personalizzato, il 67% la creazione di salvadanai personalizzabili in base agli obiettivi prescelti; il 58% l’arrotondamento per eccesso delle spese effettuate con mezzo di pagamento e contestuale deposito in un salvadanaio digitale, il 53% la possibilità di utilizzare il risparmio per accedere a forme di investimento direttamente dall’app. Il 64% è/sarebbe interessato a investire per ricavare un reddito, il 29% per proteggere il risparmio, il 7% per fare attività speculative. L’orizzonte ideale per gli investimenti è: da uno a tre anni (48%), oltre tre (43%), meno di uno (9%).  Per la scelta dell’investimento tramite intermediario il 63% si rivolge/rivolgerebbe alla propria banca, il 29% a istituzioni specializzate private italiane, il 18% a startup/fintech, il 16% a istituzioni pubbliche, l’11% a specializzate private internazionali. Le caratteristiche rilevanti di un intermediario di investimento sono: disponibilità di strumenti digitali (90%), trasparenza dei costi (89%), convenienza dei costi (86%), affidabilità del brand (86%), qualità/ampiezza della gamma prodotti (80%), rendimenti storici dei prodotti (76%), presenza di un referente dedicato (73%).


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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