Generazione investitore: ecco chi sono le matricole del mercato

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Il 2020 ha visto riversarsi molti risparmiatori sui mercati. Si tratta della “Generation Investor”, o Gen I: per lo più millennials, maschi e con una visione ottimista circa il futuro

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Charles Schwab ha pubblicato il report Generation Investor, con cui presenta i risultati di un sondaggio volto a restituire l’identikit dei nuovi investitori statunitensi che nel 2020 si sono riversati sul mercato

La generazione più rappresentata sono i millennials, contando per il 55%; gli uomini sono più delle donne; a livello reddituale sono più poveri degli investitori di ieri, ma al contempo sono fiduciosi circa i mercati

C’è la generazione Z, la generazione X, la generazione Y e via dicendo. Nessuno però ha mai parlato della generazione I: la generazione investitore. A farlo per la prima volta è stata la statunitense Charles Schwab, che ha tracciato l’identikit – multi-generazionale – del nuovo investitore che abita i mercati: la nuova massa borsistica – ovvero quelli che hanno investito per la prima volta nel 2020 – cuba per il 15% del mercato “intervistato”.
“Abbiamo assistito a un’enorme crescita e coinvolgimento tra i singoli investitori nell’ultimo anno a seguito di costi di negoziazione inferiori, nuovi prodotti e servizi volti a una maggiore facilità e accessibilità e le opportunità di investimento presentate dalla volatilità del mercato” ha affermato Jonathan Craig, senior vicepresidente esecutivo e responsabile dei servizi per gli investitori presso Charles Schwab, intervistato da Kiplinger. Probabilmente Craig si riferiva anche all’avvento di Robinhood e al proliferare delle sue sorelle minori che sicuramente sono stati un fattore che, nel mentre i mercati andavano al rialzo, ha attirato a Wall Street nuovi investitori. L’utilizzo di queste app e, più in generale l’apparsa sui mercati di queste persone, è stata sicuramente a vocazione millennials. Tuttavia, osservando con la lente di ingrandimento la composizione anagrafica della Gen I, questa risulta essere molto varia. L’età media è di 35 anni (13 anni più giovane dell’età media di coloro che hanno iniziato a investire prima del 2020), con i millennials che rappresentano il 55% dei nuovi investitori, ma anche le persone più anziane hanno rotto gli indugi: il 22% proviene dalla generazione X (nata nel 1965-1980), il 16% è raggruppata sotto l’ombrello della “generazione Z” e l’11% proviene dalla generazione del baby boom (nata 1946-1964). In termini di genere, invece la stragrande maggioranza della Gen I è maschile – una tendenza anche osservata negli investitori prima del 2020 – sebbene la componente femminile sia in crescita. Secondo Charles Schwab, il 40% della Gen I è di sesso femminile, rispetto al 35% delle donne che avevano già una partecipazione in borsa prima della pandemia.
Inoltre, la Gen I guadagna quasi $20.000 in meno su base annua rispetto agli investitori pre-2020: $76.000 contro $94.000. Questo non sorprende dato che il 62% del campione è stato colpito finanziariamente dalla pandemia, rispetto a “solo” il 52% di coloro che avevano investimenti prima del 2020. Ciò nonostante, la Gen I appare più ottimista rispetto alla precedente circa l’evoluzione di mercato e le possibilità di investimento.

  • Il 43% della Gen I prevede di investire di più nel 2021, rispetto al 20% degli investitori pre-2020
  • Il 72% della Gen I è ottimista sul mercato azionario statunitense quest’anno, rispetto al solo 63% degli investitori pre-2020
  • Il 57% della Gen I pensa che il mercato azionario sarà al rialzo nel 2021 contro il 44% degli investitori pre-2020
  • Il 30% della Gen I prevede di gestire attivamente i propri portafogli nel 2021, contro il 19% degli investitori pre-2020

Infine a livello di obiettivi, il 38% degli intervistati ha elaborato una propria pianificazione fiscali. Tra gli obiettivi più ricorrenti ci sono quelli di creare un fondo per le emergenze (54%), ottenere un’ulteriore fonte di reddito (53%), risparmiare per la pensione (46%) e l’acquisto di una casa (25%).


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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