Fuga dai bond russi: si “salvano” solo alcuni settori

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La guerra in Ucraina ha fatto precipitare il prezzo dei bond russi. Titoli di stato e titoli finanziari sono i peggiori, l’energia fa meglio ma rimane l’incognita “commerciale”

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L’impatto della guerra sui bond russi è stato diverso a seconda dei settori. I titoli finanziari e i titoli di stato sono scesi di oltre l’80% del prezzo, mentre l’energia e i materiali hanno perso il 69%

I barometri di liquidità hanno rivelato come ci sia stata un’espansione degli spread bid-ask che varia notevolmente tra i vari comparti

Ulteriori sanzioni e cambiamenti nelle politiche commerciali potrebbero avere effetti diversi sui diversi settori

Le perdite nel mercato obbligazionario russo, a seguito dell’invasione dell’Ucraina, sono state profonde, ampie e senza esclusione di colpi. Ma alcuni settori sono andati meglio di altri, forse a causa dei diversi gradi di effetti delle sanzioni imposte dall’Occidente. Nel mentre il mercato è diventato sempre meno liquido, con l’espansione degli spread bid-ask che non è stata uniforme. Cosa accadrà nelle prossime settimane? Nuove sanzioni e cambiamenti nelle politiche commerciali sono le due variabili da monitorare. A fare il punto è un’analisi di Msci.
Secondo la società provider di indici di mercato, i titoli finanziari e i titoli di stato russi sono stati i settori con le peggiori performance nel mercato delle obbligazioni russe in valuta forte tra il 18 febbraio (la fine dell’ultima settimana prima dell’invasione) e il 26 aprile, come si può vedere nel grafico sottostante. Con rendimenti del -69%, anche i settori dei materiali e dell’energia hanno avuto una performance eccezionalmente scarsa, ma hanno comunque superato significativamente i titoli del settore finanziario e i titoli di stato. I servizi di comunicazione, il settore più performante, ha reso -39%.

bond russi

Inoltre, nel mentre c’è stato un drammatico deterioramento generale delle condizioni di liquidità. Gli spread denaro-lettera sono aumentati notevolmente, portando a costi di acquisto e di vendita eccezionalmente elevati. Ad ogni modo si è osservato come i settori con una performance di prezzo più forte abbiano registrato anche una migliore liquidità.

Potrebbe dunque non essere così sbagliato scommettere sui comparti meno perdenti? Puntare sui settori dell’energia e dei materiali, che attualmente rappresentano circa il 54% del valore del mercato delle obbligazioni russe in valuta forte e hanno performato meglio dei titoli finanziari e dei titoli di stato russi, è comunque un azzardo. Sanzioni più forti e cambiamenti nella politica commerciale potrebbero pesare su questi settori più di altri, poiché sono settori che generano entrate significative dalle esportazioni. DI contro, la Russia potrebbe trovare nuove fonti di domanda per le sue esportazioni, che potrebbero mitigare l’impatto di politiche commerciali più severe.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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