Formaggi italiani, vini francesi, whisky: zero dazi per ora

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Stati Uniti e Ue si sono seduti al tavolo delle trattative commerciali e hanno portato a casa una sospensione delle tariffe commerciali incrociate fra le rispettive leccornie-simbolo. È il primo passo concreto di Joe Biden per un ammorbidimento delle relazioni fra Usa ed Europa

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Quattro mesi di stop ai dazi incrociati fra Europa e Usa. È il primo accordo raggiunto da Ursula Von der Leyen e Joe Biden. Lo ha rivelato la stessa presidente della Commissione, dichiarando di aver parlato al telefono con il presidente degli Usa. Per quanto temporalmente limitato, lo stop ha un forte valore simbolico e lascia ben sperare per le future trattative commerciali fra i due soggetti. Dato che anche anche Biden punta a «rivitalizzare» i rapporti con l’Unione europea. La numero uno dell’esecutivo europeo e il governo federale Usa hanno infatti messo in pausa una diatriba iniziata nel 2004. Materia del contendere: Airbus e Boeing. Entrambi i paesi si accusano reciprocamente di supportare con aiuti di Stato – vietati dal Wto – i due colossi dell’industria aerea.
Ad oggi l’Europa ha subito 7,5 miliardi di dollari di dazi da parte degli Stati Uniti. Il Vecchio Continente non è stato a guardare, ribattendo con quattro miliardi. Le quote variavano fra il 10 e il 25 per cento. L’apertura di Biden fa seguito di un giorno a quella concessa al Regno Unito. Valdis Dombrovskis (commissario del commercio Ue) definito il passo come «un reset nel nostro rapporto con il nostro partner più grande ed economicamente più importante. La rimozione di queste tariffe è una vittoria per entrambe le parti, in un momento in cui la pandemia sta danneggiando i nostri lavoratori e le nostre economie». Analoga soddisfazione da parte di Katherine Tai, rappresentante commerciale degli Stati Uniti, la quale ha rivelato alla vigilia della telefonata fra le due personalità di essere «ansiosa di risolvere la controversia sulle compagnie aeree».

Nella pratica, la decisione ha determinato la rimozione dei dazi incrociati su beni come i nostri formaggi, i vini francesi, il bourbon statunitense e il whisky scozzese.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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