Football: un gruppo di cripto-entusiasti punta sui Denver Broncos

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Un gruppo di appassionati di criptovalute punta a raccogliere oltre 4 miliardi di dollari per acquistare i Denver Broncos. Ecco come

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A guidare la causa “BuyTheBroncos” (tra avvocati, contabili, sviluppatori di software, atleti professionisti e matematici) Sean O’Brien, che vanta un’esperienza decennale nell’ufficio legale di Cisco

I Trustees dei Denver Broncos hanno dichiarato in una nota ufficiale che l’obiettivo è quello di vendere prima ancora dell’inizio della stagione sportiva (in programma tra l’8 settembre 2022 e l’8 gennaio 2022)

La cripto-febbre travolge anche la National Football League. Stando a quanto risulta a Cnbc, un gruppo di appassionati di criptovalute punta a raccogliere oltre 4 miliardi di dollari attraverso un’organizzazione autonoma decentralizzata controllata interamente da algoritmi computazionali (anche conosciuta come “Dao” o “Dac”) per acquistare i Denver Broncos. Un pool di investitori insomma, che si affida alla blockchain per tracciare e convalidare la propria partecipazione ma anche per raccogliere e distribuire grandi quantità di denaro.
A guidare la causa “BuyTheBroncos” (tra avvocati, contabili, sviluppatori di software, atleti professionisti e matematici) Sean O’Brien, che vanta un’esperienza decennale nell’ufficio legale di Cisco. I Trustees dei Denver Broncos, squadra di football americano della National Football League con sede a Denver, hanno dichiarato in una nota ufficiale che l’obiettivo è quello di vendere prima ancora dell’inizio della stagione sportiva (in programma tra l’8 settembre 2022 e l’8 gennaio 2023). Secondo quanto rivelato da O’Brien a Cnbc, mentre gli smart contract e i crypto wallet sono già impostati, il loro Dao non sarà attivo prima di inizio marzo. Ma per il network di notizie economico-finanziarie il gruppo di cripto-entusiasti vanta nel proprio arsenale un’arma segreta.
Il governatore del Colorado Jared Polis, che ha recentemente annunciato l’intenzione di consentire ai propri residenti di utilizzare le valute digitali per il pagamento delle tasse entro quest’estate, ha ammesso a Cnbc che sarebbe “entusiasta” se il loro sforzo si concretizzasse. E altrettanto entusiasta di farne parte. “La sfida sarà che ci vorranno molti soldi”, ha dichiarato a margine di EthDenver (conferenza dedicata a Ethereum). “Ma sai cosa, se la tua immaginazione è abbastanza grande, allora può succedere. E qualunque cosa possa fare per realizzarlo, sarei felice di farlo”.

Come spiega Auston Bunsen, co-fondatore di QuikNode (fornitore di infrastrutture blockchain a sviluppatori e aziende) i Dao rappresentano “un nuovo tipo di organizzazione che si muove a velocità iper”. L’investitore Cooper Turley, invece, li definisce una comunità Internet con un conto bancario condiviso. “BuyTheBroncos” non rappresenta tra l’altro un caso isolato. Lo scorso luglio “PleasrDAO” ha acquistato una copia dell’album dei Wu-Tang Clan un tempo proprietà di Martin Shkreli per 4 milioni di dollari. Nel mese di novembre, invece, un gruppo di investitori di criptovalute chiamato “ConstitutionDao” ha raccolto 47 milioni di Ether in una settimana per provare ad acquistare una rara copia della prima edizione della Costituzione degli Stati Uniti, poi venduta all’asta da Sotheby’s a un collezionista privato. Nessuna vittoria, insomma, ma di certo il gruppo ha attirato l’attenzione mondiale e ha contribuito a diffondere il concetto di “crowdfunding crittografico”.

Derek Sorensen, matematico e dottorando di informatica presso l’università di Cambridge, ha dichiarato che “BuyTheBrocos” adotterà una nuova struttura di governance. Sebbene il gruppo raccoglierà fondi in criptovalute, l’idea è di restituire agli investitori una proprietà parziale e di costituire una sorta di cooperativa. Per ora, rivela Cnbc, la causa non ha avuto molto successo. Il suo account Twitter conta poco più di 800 follower e gli ultimi due tentativi di O’Brien di acquistare squadre sportive professionistiche con un Dao non hanno avuto successo. Il gruppo, però, avrebbe un piano B. L’obiettivo più realistico è raccogliere circa il 25% del denaro necessario all’offerta vincente e poi unire le forze con un gruppo di acquirenti “tradizionali” per racimolare la differenza.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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