Exxon fuori dal DJI: i giganti di oggi saranno quelli di domani?

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Il 31 agosto Exxon è uscita ufficialmente dal Dow Jones. Ma le società che hanno dominato il mercato azionario statunitense e poi si sono ridimensioniate sono molte. Un monito e un insegnamento per Apple e Amazon, giganti incontrastati dei nostri giorni?

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ExxonMobil, che al 2011 era la società americana che valeva di più, è uscita ufficialmente dal Down Jones Industrial Average

Dal 1925 a oggi solo 11 società sono riuscite nell’impresa di diventare le società più capitalizzate degli Stati Uniti

Amazon e Apple, i giganti dei nostri giorni, conosceranno anche loro un declino?

Nulla è per sempre. Dopo quasi un secolo, il 31 agosto 2020, Exxon, storica compagnia petrolifera americana, è uscita ufficialmente dal Dow Jones, indice che rappresenta le più importanti realtà industriali statunitensi. Ma se alcuni potrebbero arguire che 95 anni, sia per un uomo che per un’azienda, sia un’attesa di vita più che rispettabile, la società con sede a Irving recentemente  aveva conosciuto il suo massimo splendore. Portando le lancette del tempo indietro solo a un decennio fa, Exxon dal 2006 al 2011 è stata la società più capitalizzata d’America.  Il che solleva una domanda. Anche le “Exxon” dei nostri giorni, realtà industriali solide come Amazon o Apple, potrebbero conoscere un giorno un improvviso e veloce declino?

Le magnifiche undici

Se è difficile stare sulla cresta dell’onda, ancora di più lo è arrivarci. Delle 24.979 società che si sono quotate tra dicembre 1925 e luglio 2020 solo 11 di queste sono arrivate a essere le prime società per capitalizzazione negli Stati Uniti. È quanto emerge dallo studio condotto dal Center for Reaserch in Security Prices, un fornitore di dati e indici affiliato con l’università di Chicago. Su questa finestra temporale AT&T è stata la società più capitalizzata per lungo tempo: ben il 43% dei giorni in cui il mercato era aperto. All’inizio degli anni Trenta contava da sola un ottavo di tutto il mercato azionario americano, ma anche nei più recenti anni Sessanta, nonostante il fiorire di numerose realtà innovative, la sua quota valeva un dodicesimo del mercato.

Tra le altre dieci solo poche hanno saputo mantenere in modo duraturo la propria egemonia. In ordine le più longeve sono state International Business Machines con il 20% dei giorni totali, General Electric e la stessa Exxon con il 12%. Anche General Motors spesso è stata la regina (6%). Ora il gruppo leader nella produzione di autoveicoli non compare neanche tra le prime 150 società.

Se a ogni modo queste società sono state in grado di far fronte alle insidiatrici, ve ne sono altre il cui dominio è durato pochi giorni. Altria Group è stata la più grande società negli Stati Uniti per 34 giorni tra il 1991 e il 1992. DuPont per 11 giorni nel 1955. Ma il premio per il regno più effimero va a Walmart, rimasta in vetta solo per tre giorni nel 1992.

 

Percentuale di giorni per ogni anno in cui la società in analisi era prima per capitalizzazione di mercato. Source: Wall Street Journal

Del domani non v’è certezza

Le altre tre società dominatrici che compaiono nell’analisi sono Amazon, Apple e Microsoft, tre nomi che ad oggi valgono cifre impressionanti. Apple, prima per capitalizzazione vale 2.29o miliardi di dollari, Amazon 1.65o miliardi e Microsoft 1.600. Ma questi numeri collegati a realtà industriali forti e a un futuro inevitabilmente tecnologico sono sufficienti a preservare queste società? Studiando la teoria, il ciclo di vita, e osservando la realtà, quello che è successo fino ad oggi, la risposta sembrerebbe essere no. Ma ciò non significa che queste compgnie non potranno dominare a lungo e rimanere un ottimo investimento, seppur non privo di rischio.

 


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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