Dall’Esg al debito corporate: i rischi bolla del 2022, secondo l’Esma

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Un nuovo rapporto dell’Esma ha avvertito gli investitori sui rischi crescenti dei mercati nel 2022: fra geopolitica e tassi in rialzo

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In un nuovo rapporto sui “Trend, rischi e vulnerabilità”, l’Esma indica agli investitori come azioni e obbligazioni abbiano di fronte a sé un terreno dissestato nel 2022

Fra i focus dell’Esma anche le valutazioni delle green stocks: a partire dal 2013 le aziende verdi hanno costantemente riportato una minore redditività e trasmesso meno valore agli azionisti rispetto alle controparti brown, ha calcolato l’Autorità europea

Mentre il destino dei mercati sembra appeso agli sviluppi sul terreno ucraino e al ritmo dei rialzi dei tassi che le maggiori banche centrali adotteranno per contrastare l’inflazione, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) ha lanciato il suo avvertimento. In un nuovo rapporto sui “Trend, rischi e vulnerabilità”, viene chiaramente indicato agli investitori che azioni e obbligazioni hanno di fronte a sé un terreno dissestato nel 2022. Le valutazioni sorrette dall’entusiasmo dei mesi scorsi, nei quali ci si aspettava una robusta ripresa alimentata da politiche economiche e monetarie accomodanti, saranno messe alla prova da forti tensioni di politica internazionale e dal crescente debito aziendale che si affiancherà a un peggioramento dei bilanci degli emittenti. Rischi che l’Esma stilizza con un bollino rosso che suggerisce la massima attenzione – un invito in linea con l’outlook pubblicato da We Wealth nell’ultimo numero mensile.

“Tutti gli investitori dovrebbero considerare che il rischio di correzioni di mercato rimane elevato. Questo è stato dimostrato l’anno scorso in due episodi di sell-off in gran parte guidati da notizie legate prima a Evergrande e poi alla recrudescenza del covid-19. I mercati rimangono altamente volatili e l’Esma vede una crescente incertezza per gli investitori in futuro”, ha commentato la presidente dell’Esma, Verena Ross. “Gli investitori al dettaglio sono di particolare preoccupazione per l’Esma”, ha aggiunto, “la loro partecipazione ai mercati finanziari è aumentata notevolmente negli ultimi anni, con nuovi investitori che approfittano della convenienza e delle caratteristiche user-friendly delle piattaforme di trading mobile. Questa diversificazione offre opportunità, ma comporta anche dei rischi, e l’Esma rimane preoccupata per i rischi per gli investitori al dettaglio che acquistano attività con aspettative di crescita significativa dei prezzi, e senza rendersi conto degli alti rischi connessi”.

L’Esma ha ricondotto parte del persistente entusiasmo dei piccoli risparmiatori al rafforzamento del reddito disponibile e delle loro risorse investibili. Resta da vedere quanto questo schema favorevole al sostegno dei mercati potrà durare anche nel complesso scenario del 2022, nel quale verranno meno sostegni fiscali e monetari.

Per gli asset manager, i cui rischi sono valutati dall’Esma come ancor più elevati, le aree da monitorare sono tre:

  1. “Il rischio di rivalutazione molto elevato in tutte le categorie di fondi, in un contesto di flussi sostenuti e di preoccupazioni sulle eccessive valutazioni”
  2. “La vulnerabilità dei fondi di obbligazioni societarie ai continui squilibri di liquidità e all’elevato rischio di credito”
  3. “L’aumento del rischio di uno shock dei tassi di interesse, legato alle crescenti aspettative sull’inflazione”

Esg, valutazioni green da tenere sott’occhio

Nella seconda metà del 2021, gli asset dei fondi Esg sono aumentati del 9%, mentre i mercati delle obbligazioni Esg sono cresciuti del 19%, ha affermato l’Esma. Il successo dei fondi Esg, caratterizzati da criteri di selezione basati sugli indicatori di sostenibilità ambientale, sociale e di governance ha attirato l’attenzione dell’Autorità, che ha cercato indizi concreti su un possibile rischio-bolla legato alle azioni green. Per farlo l’Esma ha messo sotto la lente circa 2200 società partendo dal 2008, con l’obiettivo di confrontare il return on equity, indicativo della redditività del capitale proprio, fra azioni green e azioni brown.

Nel primo gruppo rientra il terzo delle imprese più “virtuose” in termini di carbon intensity, nel secondo il terzo più inquinante. A partire dal 2013 le aziende verdi hanno costantemente riportato una minore redditività e trasmesso meno valore agli azionisti rispetto alle controparti brown; nel 2020 il Roe delle aziende green, ha sottolineato l’Esma, è diventato negativo, mentre quello delle aziende “sporche” è stato del 12%. Nella logica tradizionale, il valore dell’azione dovrebbe essere rappresentato correttamente con la capacità dell’azienda di offrire valore ai soci: da qui i dubbi su una possibile distorsione sui titoli sostenibili da parte dell’Esma. “Mentre gli investitori si sono precipitati in veicoli d’investimento sostenibili che stanno inseguendo troppo pochi asset, le preoccupazioni per una possibile sopravvalutazione degli titoli verdi sono continuate fino alla fine del 2021”, ha affermato l’Autorità.

 

Ma non è tutto. Nel confronto fra fondi Esg e non-Esg è emersa in questi ultimi una maggiore presenza di titoli azionari della categoria value. Come ricordato in precedenti articoli, i titoli value caratterizzati da un rapporto fra prezzi e utili più contenuto e da maggiori dividendi, tendono a performare meglio nelle fasi di mercato caratterizzate da tassi d’interesse e inflazione crescenti. L’Esma ha voluto sottolinearlo. Dall’analisi di 1400 fondi azionari domiciliati nell’Ue, “abbiamo osservato che l’esposizione media ai titoli growth è sostanzialmente simile tra i fondi Esg e non-Esg, ma anche che l’esposizione ai titoli value è maggiore per i fondi non-Esg. Ciò suggerisce che gli attuali sviluppi del mercato possono creare un ambiente più favorevole per i fondi non Esg, a parità di altre caratteristiche”, ha concluso l’Esma.

 


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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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