Elezioni Giappone: la vittoria di Kishida farà bene ai mercati

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Le elezioni in Giappone faranno bene ai mercati, nonostante ad ottobre il Nikkei sia stato l’unico grande indice azionario a scendere. Gli investitori si aspettano una ritrovata stabilità politica

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Il partito Pdl al potere in Giappone ha mantenuto la sua maggioranza alla Camera bassa nelle elezioni di domenica, vincendo 261 seggi, 15 in meno del suo totale pre-elettorale

l sentiment per le azioni giapponesi è stato moderato nel periodo precedente al voto, frenato dalle preoccupazioni per il discorso del premier Fumio Kishida sulle nuove tasse

Il Giappone è stato l’unico grande mercato a scendere nel mese di ottobre, perdendo il 3,4% contro un rendimento totale del 5,1% per l’indice MSCI All Country World

Dopo un mese d’attesa, è arrivata l’ufficialità: Fumio Kushida sarà il centesimo presidente del Giappone. Domenica il Partito Democratico Liberale, lo stesso di cui faceva parte l’ex premier Shinzo Abe, ha conquistato la Camera Bassa. I mercati, che ad ottobre erano andati in profondo rosso, si sono ridestati, con il Nikkei 225 che ha guadagnato il 2,5% dopo l’annuncio di lunedì dello stesso Kushida di aver vinto le elezioni. Per Ubs Wealth Management l’insediamento di Kushida al Palazzo di Tokyo darà al Paese la stabilità necessaria perché i capitali ritornino ad affluire nella terra del Sol Levante.
Con questo voto, secondo la banca elvetica il principale ostacolo politico alla rincorsa borsistica delle azioni giapponesi è stato rimosso. E pensare che i mercati non avevano preso per niente bene l’esito delle urne, con gli investitori stranieri che avevano venduto 12 miliardi di dollari di azioni giapponesi nella settimana in cui Kishida era stato eletto nuovo primo ministro. In buona parte a spaventare gli investitori era stato un suo discorso circa la possibilità di alzare le tasse in ottica di redistribuzione della ricchezza. Dopo il voto di domenica, la coalizione Pdl/Komei ha ottenuto il 63% dei seggi e il controllo della maggioranza assoluta, consentendole di mantenere la maggioranza delle sottocommissioni. Stabilità politica e maggiore certezza politica per Ubs offriranno le giuste condizioni per la ripresa degli afflussi esteri.

Inoltre, uno stimolo su larga scala è ora in arrivo. Lunedì, il premier Kishida ha promesso di approvare un ampio pacchetto fiscale verso metà novembre. Ubs si aspetta che tale pacchetto inietti nell’economia tra i 20 e i 30 mila miliardi di yen (18-26 miliardi di dollari), una somma pari al 4-5% del Pil. Viaggi e consumi, pagamenti in contanti e incentivi aziendali per l’energia pulita e la digitalizzazione saranno al centro degli aiuti del governo. In particolare la digitalizzazione dovrebbe essere un efficace catalizzatore per i guadagni aziendali, contribuendo a una ripresa nel corso del prossimo anno, sostenuta anche dall’allentamento dei problemi della catena di approvvigionamento e dai venti di coda di uno yen debole. Infine, lato tasse Kishida sembra essersi ammorbidito. Secondo Reuters, Kishida ha detto che il Giappone deve assicurarsi di “mantenere la fiducia del mercato sulle sue finanze, ma la rivitalizzazione dell’economia viene prima”.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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