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La Federal Reserve ha confermato le aspettative della vigilia, incrementando i tassi d’interesse di 50 punti base e iniziando il programma di quantitative tightening, ovvero di riduzione del bilancio da 9 mila miliardi di dollari
I mercati hanno reagito positivamente all’annuncio della banca centrale, con l’S&P 500 che ha chiuso la seduta oltre il 3%: il più grande aumento da maggio 2020
Per Filippo Diodovich, senior strategist di Ig, le sorprese positive per le piazze finanziarie sono arrivate non tanto dal rialzo dei tassi annunciato, già scontato ampiamente dal mercato, ma quanto dalle parole del governatore della Fed circa i prossimi aumenti del costo del denaro. “Powell ha affermato che i membri della commissione operativa (FOMC) non stanno considerando un incremento “monstre” (75 bps) del costo del denaro a giugno come rumoreggiato nei corridoi delle sale operative dei big player della finanza internazionale” spiega Diodovich che è convinto che la Fed possa, quindi, proseguire con un programma di rialzi da mezzo punto percentuale nei prossimi meeting del FOMC di giugno e luglio. “I mercati finanziari scontavano, invece, un aumento dei tassi di 75 punti base e per tale ragione hanno evidenziato una forte reazione alle parole di Powell”.
Anche Diodovich non è fiducioso circa una ripresa solida dei mercati: “Riteniamo che le banche centrali saranno costrette a mantenere un approccio sempre più hawkish in politica monetaria, alzando il costo del denaro e riducendo la liquidità nel sistema. Nel medio periodo rimaniamo rialzisti sul dollaro e ribassisti su bond e equity”. Le prime avvisaglie che quello di mercoledì è stato un fuoco di paglia sono arrivate nell’arco di appena 24 ore. Giovedì le borse americane hanno infatti aperto in profondo rosso, portando giù anche gli altri listini. Il Dow Jones Industrial Average ha perso 1012 punti (circa il 3,0%). S&P 500 e Nasdaq Composite hanno fatto peggio, perdendo rispettivamente a metà seduta il 3,5% e il 4,7%. Anche il mercato dei Treasury ha visto una drammatica inversione del rally di mercoledì. Il rendimento del Tesoro a 10 anni, è tornato sopra il 3% giovedì mattina, toccando il suo livello più alto dal 2018.

