E’ tornata l’età dell’Oro?

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Non è facile rispondere a questa domanda e tutti i giorni siamo tempestati di notizie su uno dei metalli più preziosi al mondo avvolto, da sempre, da miti e leggende.

Infatti da un lato ci sono i fautori dell’oro che lo considerano l’unico investimento sicuro, che ha saputo superare crisi, guerre e pandemie, non soggetto a fallimento.

Dall’altro lato ci sono i detrattori che lo considerano uno strumento improduttivo, che non da redditi, che non stacca cedole e con rischi di deprezzamento. 

La richiesta di oro da investimento avveniva in passato tramite l’acquisto di monete d’oro o lingotti d’investimento. Negli ultimi anni è diventato possibile comprare il metallo prezioso indirettamente attraverso  l’investimento in strumenti finanziari quali Fondi Comuni e ETC.

Il risveglio dell’oro nell’ultimo anno è da associare allo scoppio della pandemia ma anche all’acquisto massiccio da parte di alcune banche centrali (principalmente Cina, Russia, Polonia e Turchia). L’obiettivo di queste banche è stato semplicemente quello di diversificare le riserve valutarie rispetto al dollaro americano. 

Nell’ultimo trimestre dell’anno abbiamo però assistito ad una inversione di tendenza. Infatti le banche centrali, complici le quotazioni record raggiunte dal metallo giallo ad agosto (2.075 dollari l’oncia), hanno iniziato a far cassa per compensare le perdite di altri settori e hanno quindi contribuito ad una discesa contenuta del prezzo.

 

Sintetizzando molto, tra i fattori che hanno favorito la performance dell’oro in questo anno (+25,2%), posso ricordare:

  • Gli enormi stimoli monetari che le banche centrali, di tutto il mondo, hanno messo in atto per sostenere le rispettive economie, mantenendo tassi di interesse ai minimi;
  • Un costo-opportunità ,nel detenere l’oro, molto contenuto;
  • Le rinnovate tensioni geopolitiche e commerciali tra Stati Uniti e Cina;
  • Un dollaro sempre più debole;
  • Un’offerta che si è ridotta a causa della rarità di nuovi siti di estrazione;
  • Una copertura efficace contro la svalutazione di alcune divise;
  • L’incertezza economica globale che alimenta la tendenza dell’oro come bene rifugio.

 

Il nuovo anno inizia con parecchi dubbi, sulla strada della ripresa: come andrà l’economia, finirà la pandemia, riusciremo a vaccinarci tutti, e via di seguito.

Come per il 2020, ragionevolmente l’oro servirà ancora da copertura contro il rischio geo-politico e contro il rischio di un peggioramento della pandemia. 

A tal proposito è importante notare come l’andamento dell’oro sia “decorrelato”, cioè indipendente, rispetto agli altri strumenti di investimento classici, quali azioni o obbligazioni. Quindi consideratelo un cuscinetto laddove i mercati finanziari dovessero entrare in una fase di turbolenza.

 

Ricordo che l’approccio all’ORO deve essere di lungo termine e la strategia di investimento può essere costruita con una distribuzione degli acquisti nel tempo.

Per questo motivo risultano molto interessanti alcuni ETC/Fondi che permettono l’acquisto di importi ridotti con costi accettabili.


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di Calini Bernardo

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