Digitale: su cosa dovranno investire le pmi nel 2021?

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Il 60% delle pmi italiane risulta localizzato oggi in Comuni con meno di 50mila abitanti, all’interno di territori geomorfologicamente complessi per diffondere un’infrastruttura che consenta di irrobustirne la connettività. Una chiave essenziale del processo di digitalizzazione

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Il 70% delle pmi desidera incrementare tutti i servizi internet, ma anche la capacità della banda (42%), la sicurezza e la protezione dei dati (25%), la copertura territoriale della rete e la sua estensione in tutte le sedi aziendali (12%)

Il 18% considera una priorità l’estensione della copertura wifi, oltre al miglioramento della sicurezza e l’adeguamento delle normative (18%) e la modernizzazione infrastrutturale e applicativa (13%)

Alessandro Favole di Eolo: “Il mercato dei servizi di connettività è molto cambiato a seguito della pandemia: la banda ultra larga rappresenterà uno strumento essenziale per lo svolgimento delle attività quotidiane di ogni azienda”

La crisi pandemica ha portato alla ribalta la problematica del digital divide. Una tematica annosa che, secondo gli esperti, vede alcune aree del Paese disporre ancora oggi di un accesso a internet non performante. Secondo la ricerca Innovare le pmi: la formula Fwa commissionata da Eolo a Idc, il 60% delle piccole e medie imprese tricolori risulta localizzato oggi in Comuni con meno di 50mila abitanti, “spesso all’interno di territori geomorfologicamente complessi e di non facile accesso dal punto di vista strutturale”, spiegano i ricercatori. Aziende che esprimono la necessità di rafforzare la capacità e la sicurezza dei servizi di connettività, confrontandosi spesso anche con una scarsa copertura delle reti cablate.
Stando allo studio, il 70% chiede in particolare la possibilità di incrementare tutti i servizi internet, ma anche la capacità della banda (42%), la sicurezza e la protezione dei dati (25%), la copertura territoriale della rete e la sua estensione in tutte le sedi aziendali (12%). Inoltre, il 18% considera una priorità l’estensione della copertura wi-fi, oltre al miglioramento della sicurezza e l’adeguamento delle normative (18%) e la modernizzazione infrastrutturale e applicativa (13%). “La connettività rappresenta il primo gradino del processo di digitalizzazione”, spiega a We Wealth Alessandro Favole, head of direct & indirect sales di Eolo, secondo il quale “sempre più oggi si riscontra un incremento della sensibilità delle piccole e medie imprese nei confronti della sua qualità e stabilità”.
In un contesto come quello attuale, aggiunge, “abbiamo assistito a una forte delocalizzazione nel mondo del lavoro, che ha reso fondamentale fornire connettività in aree remote, ma anche dotare le imprese di strumenti applicativi di sicurezza che consentano loro l’accesso ai dati o all’interno dell’azienda stessa o all’interno dei data center”. Di conseguenza, secondo l’esperto, le pmi dovranno porre sempre più attenzione alla capacità e alla stabilità della banda, ma anche all’incremento degli investimenti su tutti i sistemi di sicurezza. “Diventerà fondamentale essere presenti sui social, per rafforzare la brand awareness e aprirsi nuove opportunità di mercato, soprattutto per le piccole e medie imprese che rivelano una caratterizzazione territoriale molto forte. E, da ultimo, anche aggiornare e modernizzare le infrastrutture”.
Secondo la ricerca, inoltre, gli accessi Fwa (fixed wireless access) che si attestavano intorno a 1,44 milioni al mese di settembre 2020, potrebbero superare i 2,5 milioni nei prossimi tre anni. Un incremento ancor più significativo se si considera il segmento delle pmi, per le quali il numero di accessi è stimato salire dai 110mila di fine 2019 a 350mila unità nel 2023, per una crescita complessiva pari al 218%. “Il mercato dei servizi di connettività è profondamente cambiato”, aggiunge Favole. Poi conclude: “La banda ultra larga, in particolare, rappresenterà uno strumento essenziale per lo svolgimento delle attività quotidiane di ogni azienda”.

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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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