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McKinsey ha condotto un sondaggio su un campione di 29mila soggetti in 24 paesi nel mese di aprile 2021
La maggior parte de consumatori che continueranno a utilizzare i canali digitali lo farà per comodità (si parla del 43%)
Parallelamente, paesi in via di sviluppo come il Brasile, l’India o il Messico hanno conosciuto un boom maggiore nell’adozione del digitale rispetto a quelli sviluppati nell’ultimo semestre. Una situazione che potrebbe riflettere un “effetto-recupero”, spiegano i ricercatori, considerando che i secondi erano dapprima più avanti sul fronte della digitalizzazione e mostravano una percentuale più elevata di adulti con accesso a internet. E che potrebbe portare i paesi sviluppati a sperimentare un rallentamento ancor prima dei paesi in via di sviluppo.
Sulla base di queste evidenze, secondo McKinsey, le industrie che hanno guadagnato il maggior numero di nuovi consumatori digitali a causa della crisi epidemiologica potrebbero rischiare maggiormente di perderli una volta terminata la pandemia. Ma possono ancora invertire questa tendenza. Le imprese, spiegano i ricercatori, possono infatti innovare attorno alle tre dimensioni che i consumatori ritengono più importanti:
- migliorare la fiducia nei servizi digitali aumentando privacy e sicurezza (circa il 44% degli intervistati non si fida);
- migliorare la customer experience perfezionando le interfacce utente o creando interazioni “phygital”, utilizzando la tecnologia come ponte tra il mondo fisico e il mondo digitale (circa il 56% lamenta un’insoddisfazione in tal senso);
- rendere tutti i prodotti e servizi disponibili digitalmente, migliorando il post-vendita e offrendo prezzi e offerte migliori sui canali digitali (circa il 39% degli utenti afferma di non poter realizzare online tutto ciò che desidera).

