Decreto sostegni, verso un nuovo scostamento da 15 miliardi

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Il decreto sostegni è atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri entro la fine della settimana. Pronto il sistema telematico elaborato da Sogei per la presentazione delle istanze. Sale ancora, intanto, il “tesoretto” atteso di extra deficit

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Gli aiuti andranno a tre milioni di piccole e medie imprese, di cui 800mila professionisti

Attesa anche la proroga del blocco dei licenziamenti dal 30 marzo al 30 giugno

Gli interessati dovranno presentare un’apposita domanda all’Agenzia delle entrate

Continua a scorrere il countdown del decreto sostegni, mentre cresce il pressing dei partiti sulla chiusura del testo definitivo entro la fine della settimana. Stando ad alcune indiscrezioni raccolte da Confcommercio, l’impianto generale del provvedimento è ormai definito ma manca ancora il via libero politico delle diverse anime che compongono il governo Draghi. Una green light che dovrebbe accompagnarsi a un nuovo scostamento di bilancio da almeno 15-20 miliardi, come annunciato dal sottosegretario al Mef, Claudio Durigon.

Un “tesoretto” da 12 miliardi per le attività produttive

Si parlerebbe dunque di un “tesoretto” da 12 miliardi per finanziare gli indennizzi a fondo perduto alle attività produttive, sei miliardi per la sanità (di cui cinque miliardi per i vaccini) e quasi 10 miliardi per i sostegni a famiglie, lavoratori, stagionali e sportivi, cassa integrazione, reddito di cittadinanza e di emergenza, fondo occupazione e Naspi. Quanto alle piccole e medie imprese, accantonato il criterio dei codici Ateco, il calcolo delle perdite dovrebbe essere definito su base annua e gli aiuti saranno parametrati su fasce di indennizzi: dal 30% per le piccole tricolori al 10% per le realtà con fatturati tra i cinque e i 10 milioni, per una platea di beneficiari pari a tre milioni di pmi di cui 800mila professionisti (avvocati, commercialisti, geometri, ingegneri e architetti, tra gli altri). Attesa anche la proroga del blocco dei licenziamenti dal 30 marzo al 30 giugno, ma successivamente resterebbe valida fino al 30 ottobre solo per le piccole imprese “che non hanno la tutela della cassa integrazione ordinaria, legata alla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive”, scrive Confcommercio.

La confederazione ribadisce dunque la necessità di “misure di ristoro adeguate e tempestive”, sottolineando come resti “confermata la necessità di un meccanismo che superi il sistema dei codici Ateco, non introduca tetti rigidi di ricavi e faccia riferimento tanto alle perdite di fatturato annuo, valutandone con attenzione la misura percentuale da individuarsi come condizione di accesso, quanto ai costi fissi. Tutto ciò per rispondere in maniera equilibrata alle esigenze dei diversi settori e delle diverse dimensioni d’impresa, nonché del mondo delle professioni”.

Federalberghi: ci auguriamo una correzione delle bozze

Non si lascia attendere il monito di Federalberghi, che ricorda come il fatturato dei servizi ricettivi abbia subito lo scorso anno un crollo del 54,9%. “Ci saremmo aspettati che il decreto sostegni tenesse conto di questa tragedia, che mette a rischio la sopravvivenza di più di 30mila imprese e 350mila lavoratori, ma purtroppo non troviamo conferma nelle bozze che stanno circolando e che ci auguriamo vengano al più presto corrette”, scrive l’associazione, chiedendo l’eliminazione del tetto di cinque milioni di euro (che escluderebbe dai sostegni diverse imprese alberghiere di medie e grandi dimensioni) e l’applicazione del limite di 150mila euro a ogni struttura ricettiva (e non per azienda).

Risuona anche l’allarme di Renato Borghi, presidente della Federazione Moda Italia-Confcommercio, secondo il quale al settore “serve un sostegno immediato, reale, congruo e proporzionato alle effettive perdite” ma, soprattutto, “slegato dalla soglia minima del 33% del fatturato perché i prodotti di moda seguono, come noto, le tendenze delle stagioni stilistiche e sono soggetti a rapidissima svalutazione”. Solo da inizio anno, precisa la federazione, l’andamento delle vendite ha riportato un calo del 41,1% nel mese di gennaio e del 23,3% a febbraio, “senza lasciare spazi a segnali di recupero rispetto alle enormi perdite del 2020”.

Pronto il sistema telematico per la presentazione delle istanze

Intanto, secondo quanto riferito da Il Sole 24 Ore, sarebbe pronto il nuovo sistema telematico elaborato dai tecnici della Sogei e volto a gestire l’ingente mole di domande di indennizzo in arrivo. I ristori, infatti, non saranno erogati in automatico come accaduto lo scorso anno, ma gli interessati dovranno presentare un’apposita domanda all’Agenzia delle entrate, autocertificando il godimento dei requisiti necessari all’assegno statale o al credito d’imposta di egual valore, di cui sarà possibile usufruire subito o in compensazione F24. L’accredito è atteso entro 10 giorni dalla richiesta, mentre i controlli su eventuali dichiarazioni mendaci saranno effettuati successivamente.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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