Decreto liquidità: Il doppio ruolo delle fintech

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Per Sergio Zocchi, ad di October Italia, alla luce del nuovo Decreto del Governo, il mondo del fintech può giocare un (doppio) ruolo cruciale

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Il Decreto liquidità ha allineato l’Italia al resto dell’Europa, ma il reale trasferimento delle risorse sui conti delle pmi potrebbe essere rallentato da diversi fattori

Il FinTech può offrire un importante contributo al processo in due diversi modi e momenti.

La view di Sergio Zocchi (October Italia)

Con i 400 miliardi di euro di prestiti garantiti per le imprese, stanziati dal Governo tramite il Decreto Liquidità, l’Italia si allinea all’Europa negli aiuti all’economia reale per superare la crisi economica generata dal Coronavirus. Tuttavia, il rischio che questi fondi non raggiungano in modo rapido ed efficace le pmi è dietro l’angolo. Esiste infatti ancora il pericolo che il reale trasferimento delle risorse sui conti delle pmi sia rallentato dalla burocrazia italiana e che le strutture di legacy delle banche possano rappresentare un ulteriore freno. In questo scenario, il mondo del fintech può dare un’importante spinta al processo. Questa la view di Sergio Zocchi, ad di October Italia, piattaforma europea per il finanziamento online alle imprese. Secondo Zocchi, la tecnofinanza “potrà offrire un importante contributo al processo in due diversi modi e momenti”.

Il fintech come acceleratore del trasferimento dei fondi all’economia reale

In primo luogo, secondo Zocchi, il fintech potrà agire da acceleratore fornendo alle banche le tecnologie per velocizzare l’erogazione dei finanziamenti nella fase attuale di emergenza.

“Piuttosto che rivoluzionare processi consolidati creandoli ex novo, le banche oggi possono accelerare la transizione verso il digitale cooperando con operatori che sono nativamente digitali e che già possiedono processi rapidi ed efficienti che funzionano normalmente in ambiente virtuale. È qualcosa che già sta avvenendo, come dimostrano le varie partnership che si stanno costruendo sul mercato tra banche e piattaforme. Questo movimento contribuirà a creare processi remoti che consentiranno di trasferire i fondi all’economia reale rapidamente e con efficacia grazie a soluzioni basate su tecnologie e infrastrutture digitali che, in questo momento di emergenza, rappresentano un vero valore aggiunto” spiega Zocchi.

Il fintech come abilitatore della ripresa delle imprese dopo l’emergenza

Nella fase successiva all’emergenza, quando i finanziamenti serviranno alle imprese per fare investimenti utili ad adattarsi al mutato contesto di mercato, secondo Zocchi, le piattaforme digitali possono essere un ulteriore veicolo per convogliare il risparmio privato in operazioni di finanziamento alle imprese e all’economia reale “trasformandolo così in un investimento impacting, a rischio controllato perché coperto dalla garanzia pubblica e potenzialmente più redditizio”.

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di Redazione We Wealth

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