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Secondo i dati raccolti da Bloomberg, i governi dei paesi del G7 e di alcune economie emergenti potrebbero dover rinnovare il 51% in più di debito rispetto al 2020
Le politiche accomodanti delle banche centrali dovrebbero mantenere i tassi e, di conseguenza, i costi di rifinanziamento su livelli sostenibili
Il commento di Giacomo Alessi, senior fixed income analyst di Marzotto Sim
“Con il Covid i rapporti debito-pil sono in forte aumento. Questo è un importante tema di fondo che dovrà essere affrontato ma non penso che sia un problema di quest’anno” spiega a We Wealth Giacomo Alessi, senior fixed income analyst di Marzotto Sim. “Tutte le banche centrali stanno adottando politiche monetarie espansive che attutiranno enormemente il problema della liquidità” prosegue Alessi. A detta dell’analista, in questo contesto, l’Europa merita un discorso a parte, considerata l’emissione nell’anno in corso di un nuovo debito comune per finanziare il Recovery Plan. “Questo potrebbe portare, ad esempio, l’investitore a cui scade il Bund ad allocare la propria liquidità su un titolo della Commissione Europea invece che nuovamente sul Bund, poiché hanno un rating simile”. Infine, conclude Alessi, bisogna considerare come la performance debole del dollaro contro le altre valute influisca sull’ammontare finale del debito pubblico di alcuni paesi.

