Crisi Ucraina: gli oligarchi e il profondo rapporto con l’Italia

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Dall’inizio del conflitto, Usa, Ue e Uk hanno adottato quattro diversi pacchetti di sanzioni e sono in procinto di introdurne altre

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Sono numerosi gli oligarchi che hanno relazioni e profondi legami economici con l’Italia

L’efficacia delle sanzioni nei confronti degli oligarchi è particolarmente limitata: detti soggetti, attraverso un esercito di consulenti fiscali sono da giorni impegnati a trasferire capitali in giurisdizioni off-shore

Il conflitto bellico innescato dall’invasione dell’Ucraina, che tiene con il fiato sospeso numerosi Stati e cittadini e che fin troppe vittime ha già fatto, si caratterizza, in tutta la sua complessità, da una guerra economica alla Russia e dalla caccia ai beni degli oligarchi.
L’obiettivo è quello di destabilizzare dall’interno il governo russo, mettendo in crisi l’establishment e l’élite vicina al Cremlino.
Le sanzioni adottate dall’Ue e dagli Usa (ma anche Giappone, Corea del Sud, Singapore), infatti, sono volte a congelare i beni dei miliardari russi disseminati fuori dal territorio della Federazione e interrompere ogni scambio commerciale ed economico a loro favore.

Non è però ancora chiaro quanto e in che misura queste sanzioni siano idonee a incidere sugli immensi patrimoni degli oligarchi. Secondo alcuni commentatori, dette sanzioni – che danno vita a effetti negativi sul mercato del lavoro e sul tessuto economico-sociale russo – potrebbero avere come unico (o principale) effetto quello di indebolire ancora di più la fascia povera della popolazione russa.

In effetti, occorre considerare che, da un lato, le sanzioni non fanno altro che “congelare” i beni degli oligarchi (non sono una confisca o un sequestro) e, inoltre, non riescono a raggiungere quei beni o quella ricchezza che detti individui hanno, nel tempo, trasferito verso paesi a fiscalità privilegiata e paradisi fiscali (Dubai in testa).

Come messo in evidenza dal consorzio giornalistico investigativo IrpiMedia, l’efficacia delle sanzioni nei confronti degli oligarchi è particolarmente limitata: detti soggetti, attraverso un esercito di consulenti fiscali e asset managers sono da giorni impegnati a individuare le strategie migliori per proteggere e occultare i beni agli occhi delle autorità degli Stati sanzionanti.

La fetta di patrimonio che viene in concreto colpita dalle sanzioni è quella considerata “sacrificabile” dagli oligarchi. In buona sostanza, le sanzioni non arrecano alcun danno sostanziale, ma determinano al massimo un mero fastidio. In questi termini, come osserva IrpiMedia affinché le sanzioni possano davvero avere effetto sugli oligarchi sarebbe necessario implementare confische vere e proprie.

E invero, uno dei luoghi che sembra più essere stato investito dalle sanzioni rivolte agli oligarchi è la Sardegna.

La Sardegna è il centro di interessi degli oligarchi russi, i quali a partire dai posti più rinomati dell’isola (Costa Smeralda e quindi Porto Cervo) hanno capillarizzato il Paese stringendo accordi e chiudendo affari strategici con imprenditori e manager italiani.

Questa lingua di terra è disseminata di ville, immense e lussuose, riconducibili agli oligarchi, i quali attraverso una serie di scatole societarie pur non risultandone i titolari effettivi ne sono di fatto i proprietari.

Ad esempio, secondo IrpiMedia, sono almeno sette le ville riconducibili all’oligarca Alisher Usmanov (di cui una da 17 milioni di euro che si affaccia sul golfo del Pevero). Usmanov avrebbe accumulato un impero immobiliare in Italia, con beni valutati per un centinaio di milioni di euro.

Tra gli oligarchi di casa in Italia occorre poi citare Gennady Timchenko. Si tratta di uno dei più stretti confidenti di Putin, a capo di Volga Group, una holding con un portafogli di investimenti nei settori dell’energia, dei trasporti e delle infrastrutture, con un patrimonio stimato per 10 miliardi di dollari.

Ad avere profondi legami con il nostro Paese c’è anche Alexey Mordashov. È il principale azionista e presidente del colosso siderurgico Severstal, ed considerato l’oligarca russo più facoltoso di tutti.

Attualmente, sono sottoposti agli effetti delle sanzioni lo yacht di Timchenko e di Mordashov, entrambi ormeggiati in Liguria; una villa a Lucca del magnate Oleg Savchenko; le due ville vicine al lago di Como di Vladimir Solovi, giornalista e presentatore russo tra i più influenti propagandisti di Putin; uno yacht attraccato a Trieste dell’oligarca Melnichenko – fondatore di EuroChem, uno dei principali produttori di fertilizzanti al mondo –, un complesso immobiliare in Sardegna riconducibile a Mordashov e ancora una villa a Palau di Petr Aven – uno dei principali azionisti di Alfa Bank, la più grande banca d’affari privata in Russia –, una villa ad Arzachena dell’oligarca Usmanov.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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