Crisi Ucraina: le conseguenze sull’import-export dalla Russia

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L’Ue e la Russia hanno un consolidato rapporto commerciale che, a seguito del conflitto, dovrà essere totalmente riscritto

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Per l’Italia la Russia è stato un Paese strategico, con un’economia complementare a quella domestica

Le importazioni russe dell’Ue sono rivolte soprattutto al carbone, idrocarburi e prodotti in legno

La Russia è sempre stato un partner commerciale particolarmente strategico per l’Italia e per l’intera Ue.
Per questa ragione, la crisi politica in corso, innescata dal conflitto bellico verso l’Ucraina, andrà a ridisegnare le consolidate strategie commerciali tra est e ovest del continente europeo.
Come emerge dagli approfondimenti dell’ Osservatorio Economico del Ministero degli Affari esteri, l’Italia occupa una ampia quota di mercato in Russia, posizionandosi subito dietro Germania e Francia e prima del Regno Unito.

L’interscambio tra Italia e Russia è particolarmente fitto: al 2021, è risultato pari a 2.467 milioni di euro. L’export verso la Russia si sostanzia principalmente in macchinari e apparecchi, in prodotti tessili e prodotti alimentari. L’import dalla Russia, invece, consiste in prodotti dell’estrazione di minerali, metalli, legno e prodotti dell’agricoltura.

Gli investimenti diretti netti dell’Italia in Russia, al 2020, hanno superato gli 800 milioni di euro, con uno stock complessivo, secondo l’Istat e l’Ice pari a 13044 milioni di euro. Sono, inoltre, 660 le imprese italiane operanti in Russia, in particolare nel settore energetico, automobilistico, agroalimentare e delle telecomunicazioni, con un fatturato complessivo di 8.802 milioni di euro.

In questo scenario, è evidente che le ripercussioni economiche sono e saranno ingenti per l’Italia e per l’Ue.

Con riferimento all’Ue, come ha messo in evidenza uno studio dell’Osservatorio sui Conti Pubblici nel 2021 l’Unione ha importato beni dalla Russia per 158,5 miliardi di euro, ovvero il 7,9 per cento delle importazioni totali dai paesi extra-Ue. Siffatta circostanza posiziona la Russia quale terzo partner commerciale dell’Ue, dopo Stati Uniti e Cina.

L’Unione importa dalla Russia soprattutto materie prime, manufatti di base, idrocarburi. In particolare, gli idrocarburi e il carbone sono necessari per l’Ue in quanto permettono di raggiungere il fabbisogno energetico interno dell’Unione.

Inoltre, la dipendenza è molto forte per quel che riguarda i fertilizzanti e i prodotti metallici.

In buona sostanza, non sarà facile rinunciare agli accordi commerciali e agli scambi con la Russia, per il suo ruolo di partner strategico dell’Italia e dell’intera Unione. Si aprono perciò nuove sfide per individuare i partner commerciali che possano garantire agli Stati membri l’approvvigionamento di risorse sufficienti al loro fabbisogno.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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