Crif: crescono richieste di credito da famiglie e imprese

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Stando a uno studio condotto da Crif, le richieste di prestiti sono tornate sui livelli pre-Covid. Allo stesso tempo, continuano le domande di moratoria da parte di famiglie e imprese

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Indagine Crif: nella fase post-lockdown, famiglie e imprese sono tornate a chiedere prestiti ma non hanno smesso di richiedere l’accesso alla moratoria varata dal Governo per sospendere il pagamento delle rate sui finanziamenti in essere

Sul fronte delle imprese, il 72,6% delle sospensioni riguarda società di capitali. Per le famiglie, i mutui immobiliari rappresentano il 46,6% delle richieste

Le domanda di prestiti torna a salire. Stando a un’indagine condotta da Crif, Ia fase post-lockdown è stata caratterizzata da un significativo recupero delle richieste di credito da parte di  imprese e famiglie. In particolare, segnala la società società globale specializzata in soluzioni di credit bureau, “dopo gli incoraggianti dati rilevati nel mese di luglio, anche la rilevazione da parte di Crif relativa alle istruttorie contribuite sul proprio sistema di informazioni creditizie nella prima settimana di agosto ha fatto registrare una performance positiva,  rispettivamente con un +7% per le famiglie e un +15% per le imprese”. Tuttavia, guardando all’andamento delle richieste di moratorie sul credito, dallo studio emerge come, in uno scenario ancora dominato da una forte incertezza,  famiglie e imprese stiano continuando a richiedere l’accesso alla moratoria varata dal Governo per sospendere il pagamento delle rate sui finanziamenti in essere.
“Indubbiamente la moratoria varata dal Governo nei mesi scorsi ha rappresentato un efficace misura di sostegno alle famiglie e alle imprese che in questi mesi si sono trovate in difficoltà a causa dell’emergenza Covid” ha commentato Antonio Deledda, Direttore Credit Bureau Services di Crif.

Imprese: la sospensione delle rate riguarda nella maggior parte dei casi società di capitali

Sul fronte delle imprese, dall’analisi emerge che quasi tre quarti (il 72,6%) delle richieste di moratoria ottenute in questi mesi è riconducibile a società di capitali. Il 23,9% riguarda le società di persone e il 2,3% le ditte individuali. In media, l’importo della rata mensile che è stata sospesa è di 2.796 euro e l’importo residuo per estinguere il finanziamento è pari a 136.689 euro. Numeri che salgono rispettivamente a 3.303 e euro e 154.308 euro per le società di capitali. Un altro dato interessante riguarda la geografia delle domande presentate: quasi il 60% delle richieste totali è attribuibile alle quattro regioni più colpite dall’emergenza Covid. In particolare, il 23,5% dei contratti che in questi mesi hanno beneficiato della sospensione delle rate riguarda imprese della Lombardia. Seguono Emilia Romagna (con il 13,4% del totale), Veneto (con l’10,7%) e Piemonte (con il 9,1%).

Privati: mutui al centro delle richieste di moratoria

Per quanto riguarda i privati, i mutui immobiliari rappresentano quasi la metà (il 46,6%) delle richieste. Seguono i prestiti personali (26,6% del totale delle richieste), i mutui di liquidità (12,6%), i prestiti finalizzati (8,6%) e i contratti di leasing e altri prodotti rateali (5,6%). Complessivamente, la rata mensile che è stata sospesa in questi mesi ammonta a 534 euro mentre il debito residuo in carico alle famiglie relativamente ai contratti sui quali è stata applicata la moratoria è pari a 61.708 euro. In media, per i mutui immobiliari la rata mensile per la quale è stata chiesta la sospensione è di 630 euro, mentre l’importo residuo ancora da rimborsare per estinguere il finanziamento è di 110.323 euro. Guardando infine alla distribuzione geografica e per fasce di età, il 16,9% dei contratti sospesi si concentra in Lombardia e il 62% delle moratorie è stato richiesto da privati cittadini con età compresa fra i 44 e i 66 anni. Inoltre, l’importo della rata sospesa è maggiore per le classi di età più anziane, con gli over 67 che presentano la una media pari a 783 euro contro i 348 euro degli under 25 e i 505 euro dei millennials.

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di Redazione We Wealth

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