Cresce il bisogno di protezione tra le famiglie italiane

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C’è meno paura di perdere il lavoro e il reddito rispetto a un anno fa. Ma se cure mediche e continuità del potere di acquisto risultano ancora tra i valori più importanti per le famiglie, citati da oltre il 60%; sono ancora poco considerati rischi come la perdita di autosufficienza e un adeguato assegno pensionistico. Bisogni lontani nel tempo e dunque latenti. Ecco i risultati del Termometro Italia di Innovation Team

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Il Covid ha scavato un solco profondo nella psicologia delle famiglie italiane. Che da un lato hanno assunto maggior consapevolezza dell’importanza di proteggere la propria salute per garantire reddito costante e stabilità alle persone che amano. Dall’altro dimostrano di avere la sensazione di stare vicine all’uscita dal tunnel, perché c’è meno timore di perdere il lavoro o di vedere decurtato il proprio potere di acquisto, rispetto a un anno fa. E pian piano forse questa attenzione alla protezione sfumerà. Nel frattempo però, l’industria assicurativa potrebbe fare la sua parte, cogliendo l’occasione di ascoltare un bisogno in genere latente e ora manifesto e progettando prodotti e servizi personalizzati e innovativi. Della percezione delle famiglie sul fonte della protezione alla luce dei nuovi scenari socio economici del post Covid, abbiamo parlato con Matteo Feroldi, senior specialist di Innovation Team, società del gruppo Cerved.

Il sentiment sul futuro

E allora proviamo a tracciarne un quadro partendo dai numeri che misurano il sentiment delle persone sui temi in oggetto: numeri che sono tratti dal Termometro Italia, survey che Innovation Team effettua periodicamente su un campione di 500 famiglie italiane e il cui ultimo aggiornamento risale al mese di luglio. “Rispetto allo scorso anno notiamo un maggior ottimismo delle famiglie per quanto riguarda le percezioni future su continuità lavorativa e reddito, leggermente peggiorata nel mese di luglio a causa della mancata proroga del blocco dei licenziamenti – dice Feroldi a We Wealth – Nonostante ciò i valori sono nettamente superiori a quelli registrati nel 2020, soprattutto nei periodi più difficili della pandemia condizionati da lockdown e limitazione a mobilità e attività lavorativa”.

Scarsa percezione del rischio di perdere autonomia

Nonostante questo miglioramento, cure mediche e continuità del reddito risultano ancora tra i valori più importanti per le famiglie, citati da oltre il 60% degli intervistati. “Sono invece ancora poco percepiti valori come non autosufficienza e tenore di vita in età post lavorativa, che rappresentano bisogni lontani nel tempo per i quali in assenza di esperienze dirette le famiglie tendono a dare un’importanza secondaria nella scala di valori”. Così a conservare un adeguato tenore di vita con l’uscita dal mondo del lavoro pensa solo poco meno del 20% del campione e a una assistenza consona nella possibilità di perdere autosufficienza appena l’11,8%. C’è anche una spaccatura geografica tra nord e sud: l’8,9% delle famiglie settentrionali teme la possibilità di perdere autonomia, contro il 15% di quelle meridionale. Una spaccatura dovuta probabilmente alla diversa percezione della qualità dei servizi assistenziali.

La percezione degli over 65

Questi due fattori – entità della pensione e servizi in caso di non autosufficienza – sono più sentite, non sorprendentemente, dagli over 65. “Soprattutto su tematiche di non autosufficienza notiamo come l’importanza di questo valore risulti molto elevata (19,9%) per le famiglie più anziane, che per esperienza diretta o indiretta hanno una percezione molto forte dell’importanza di avere un sostegno economico e non solo nell’assistenza di una persona non autosufficienza”, dice Feroldi.

Le famiglie giovani riservano in generale un’importanza minore ai valori di protezione, rispetto alle famiglie con età più elevata dove il bisogno di tutela e protezione risultano molto più sentiti, e lo sono in particolare quelli legati alla salute e alla tutela dei figli.

Aumentano le preoccupazioni

Nel complesso la pandemia ha aumentato le preoccupazioni delle famiglie per tutti i principali valori (con percentuali vicine o superiori al 60% in termini d’incremento di preoccupazione). Queste preoccupazioni sono aumentate molto soprattutto su tematiche legate alla salute, evidente conseguenza della situazione vissuta durante la pandemia.

… ma anche la propensione a proteggersi

“L’effetto della pandemia si è tradotto anche in una maggior propensione (dichiarata) nell’acquisto di coperture assicurative funzionali a esigenze di tutela e protezione personale e famigliare, particolarmente focalizzata su prodotti malattia (rimborso spese mediche) – dice Ferlodi – Ciò dimostra come l’esperienza diretta sia in grado di stimolare maggiormente la domanda. Probabile in futuro che il superamento della pandemia porti a una diminuzione di questa propensione”.

Se allarghiamo lo sguardo oltre le esigenze di protezione assicurativa e inglobiamo nell’analisi anche sistemi di servizi e assistenza in grado di migliorare la qualità della vita famigliare, notiamo che la pandemia ha incrementato generalmente anche l’esigenza di servizi di prossimità e tecnologici in grado di agevolare nell’accesso alla sanità (per poter fruire di telemedicina, second opinion, prenotazioni, network convenzionati); farmaci, con la consegna a domicilio; supporto per particolari esigenze di mobilità o assistenza di famigliari, minori inclusi.

La pandemia ha cambiato le priorità

“È chiaro che valori, percezioni e bisogni manifestati dalle famiglie risentono fortemente dal contesto pandemico, sarà lecito quindi attendersi in un prossimo futuro con il ritorno alla normalità un rientro di questi valori su livelli più vicini a quelli riscontrati nel periodo antecedente lo scoppio della pandemia – conclude Feroldi – Sicuramente tuttavia il Covid lascerà comunque delle conseguenze negli stili di vita delle famiglie e soprattutto nell’approccio alla tecnologia”. Non va trascurato che la salute sia tra le missioni principali del Pnrr “e questo sicuramente avrà degli impatti in logica di miglioramento delle criticità riscontrate nel Ssn che si caratterizza in negativo per tempi di attesa molto lunghi per le visite, forte focalizzazione su ricovero ma meno su prevenzione e convalescenza. Le assicurazioni potranno avere un ruolo determinante per colmare queste lacune”.

(Articolo pubblicato sul numero di ottobre del Magazine We Wealth)


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di Laura Magna

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Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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