Covid, mercati globali di nuovo a picco dopo le stime Fed

2 MIN

L’epidemia Covid continua a infettare il sentiment dei mercati, che vanno a picco dopo le stime economiche della Fed

Indice

WW Snippets test

Torna l’incubo del profondo rosso sulle principali piazze mondiali. I mercati hanno reagito male alle previsioni della Federal Reserve. Gli investitori si aspettavano evidentemente numeri migliori di quelli sciorinati da Jerome Powell.
Il possibile ritorno della pandemia e la preoccupazione della Fed sull’andamento dell’economia americana fanno bruciare alle borse 328 miliardi. Milano brucia da sola 21,6 miliardi chiudendo a -4,81%. Male anche Parigi, -4,71%. Wall Street in picchiata con il Dj che in serata perde il 6,07%, Nasdaq -4,69%. Steven Mnuchin, segretario del Tesoro Usa dice che “non possiamo chiudere di nuovo l’economia”. Rosso lockdown anche per la produzione industriale italiana: aprile -19,1% rispetto al mese precedente, sull’anno -42,5%. In tre mesi crollo delle ore lavorate (-7,5%). Allarme Fmi, il virus può spingere 100 milioni di persone all’estrema povertà. Il petrolio chiude in forte calo a New York, -8,2% a 36,34 dollari al barile.

Mercati a picco non tanto per la Fed quanto per il timore di una recrudescenza covid

Il presidente della Fed ha puntualizzato che la pandemia covid potrebbe causare danni a lungo termine all’economia, modficando il comportamento dei consumatori e delle imprese. Ha influito in maniera negativa su Wall Street anche la notizia che il Texas ha registrato 2.504 nuovi casi di covid il 10 giugno. Si tratta dell’ammontare giornaliero più alto dall’inizio dell’emergenza.

Il Dow Jones lascia sul terreno il 4,92%, incammiandosi verso il peggior ribasso da marzo. L’S&P 500 cede il 4,08%, mentre il Nasdaq Composite perde il 3,23%. Male i titoli delle compagnie aeree. United Airlines, Delta, American e Southwest lasciano sul terreno oltre il 9%. Affonda anche il settore delle crociere. Carnival e Norwegian Cruise Line perdono infatti il 14%.

Gli operatori mostrano di non credere che politica monetaria accomodante della Fed possa combattere efficacemente gli effetti della pandemia. Di sicuro, non prima del 2022.

Secondo gli analisti, la Fed ha agito ancora più da colomba di quanto previsto. Tuttavia, l’azionario sta subendo un sell-off nonostante la banca centrale. O meglio, non a causa della banca centrale. Potrebbe darsi che i mercati azionari abbiano già prezzato molte “buone notizie”. La verità è che i tassi di contagio in molti stati Usa continuano a salire (non solo in Texas, ma anche in California e in Florida), e il sentiment degli investitori sulla situazione sanitaria sembra l’unico determinante del prossimo grande movimento dei mercati.

I prezzi alla produzione per la domanda finale negli Usa sono saliti dello 0,4% a maggio. Il consenso degli economisti si aspettava invece una lettura in aumento dello 0,1% mese su mese. I prezzi alla produzione core sono invece scesi dello 0,1%, come da attese, mentre quelli per consumi personali sono saliti dello 0,7%.


Warning: Undefined variable $tags in /home/wedev_n84yt/webapps/staging/wp-content/themes/the-project/template-parts/content.php on line 277

di Teresa Scarale

WW Snippets test

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia