Covid-19 e private banking: ancora più informazione

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I clienti chiedono ancora più informazione ai propri consulenti finanziari, visto il periodo difficile e le attuali condizioni del mercato. E i banker cercano di rispondere con webinar, video e podcast

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Il cliente private al tempo del covid-19 vuole più informazione. E i banker vacillano. Alcuni riescono a capire le esigenze del cliente altri no

Chi non è capito lascerà la propria banca e il proprio consulente per cercarne degli altri. A parlare sono i numeri

Più informazione finanziaria. Questo vogliono gli investitori da parte dei loro private banker. E dunque: webinar, video, podcast e qualsiasi altro mezzo di informazione. Secondo un’indagine condotta da SpectremGroup, società di ricerca patrimoniale, l’interesse degli investitori verso questi mezzi di informazione è cresciuta notevolmente anche a distanza di un solo mese.
E dunque se a marzo 2020 solo il 9% chiedeva webinar, ad aprile la percentuale è salita al 21%. Stessa sorte per i video che sono passati dal 7 al 13%. I podcast rimangono stabili al 7%, mentre cresce la richiesta per altro materiale educativo. Esigenza che cresce dal 15 al 26%.

I consulenti, secondo la ricerca, rispetto alla crisi finanziaria del 2008-2009 sono sicuramente stati più attenti ai bisogni dei propri clienti, ma la strada da fare è ancora lunga. Più del 60% degli investitori dichiara di aver perso, causa covid-19, un importo rilevante del proprio patrimonio netto. E questi clienti sono molto più propensi a modificare le loro strategie di investimento, per non perdere oltre. I consulenti finanziari dovrebbero tenere presente queste esigenze, parlare con i clienti e spiegare se è necessario cambiare la disposizione del portafoglio oppure no. E in caso negativo illustrare il motivo di questa scelta e i possibili scenari.

Come fare questo? I clienti sono aperti alla comunicazione digitale come i webinar o altro. Molte banche private non hanno però messo a disposizione dei propri clienti strumenti del genere, lasciando nel limbo i loro clienti. Ma non solo, molti stanno agendo in autonomia, modificando i loro investimenti. Rispetto a marzo, evidenzia il report, diversi hanno variato gli asset disposti nel loro portafoglio. E stanno comprando più che vendendo. In tutto questo non è chiaro se il consulente sia a conoscenza o no di questi movimenti.

È anche vero che il 50% degli investitori ha dichiarato che il proprio consulente finanziario è stato molto proattivo, durante questa crisi covid-19. Il 10% però ritiene che sarebbe stato servito meglio da un altro consulente. La percentuale sale al 20% se si parla di clienti Hnw che hanno sottolineato come prossimamente cercheranno un nuovo consulente finanziario. E questo proprio perché alcuni advisor non si sono mostrati attivi nella gestione del patrimonio del cliente in questo momento.

Lo studio sottolinea anche come il consulente dovrà continuare a stare accanto al cliente anche post crisi, soprattutto per mantenersi la fidelizzazione. I consulenti dovranno dunque continuare a tenere alta l’attenzione per tutto il 2020.


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di Giorgia Pacione Di Bello

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