Continua la corsa al “verde” anche nei mercati emergenti

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Il mercato globale dei green bond ha sfiorato la cifra record di 1.000 miliardi di dollari di emissioni complessive dal 2007, con 280 miliardi aggiunti solo nell’anno della crisi. Boom da 40 miliardi anche nei mercati emergenti

Indice

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Le emissioni di obbligazioni “verdi” nei mercati emergenti hanno raggiunto i 40 miliardi di dollari nel 2020. Fanno da traino l’Asia Orientale e il Pacifico

L’interesse per il green non ha lasciato immuni le società non finanziarie, con 300 milioni di dollari di emissioni (di cui circa la metà nel settore dell’energia e delle utilities)

Le opportunità di investimento nei mercati emergenti potrebbero generare oltre 10mila miliardi di dollari entro il 2030 e oltre 200 milioni di posti di lavoro

Malgrado il lancio di diffuse iniziative di immunizzazione, le prospettive di crescita a breve termine restano incerte. Soprattutto nei mercati emergenti. Un contesto, secondo la terza edizione dell’Emerging market green bond 2020 di Amundi e dell’International finance corporation, che richiederà ancora un significativo intervento di politiche fiscali. Ma, nel lungo periodo, anche un’integrazione degli obiettivi “green” nei percorsi di ripresa, volta non solo a mitigare i rischi climatici e le sfide ambientali ma anche a rafforzarne la resilienza agli shock futuri.

Emissioni “green” sui 40 miliardi di dollari

A dispetto dell’emergenza, infatti, il mercato globale dei green bond ha sfiorato la cifra record di 1.000 miliardi di dollari di emissioni complessive dal 2007, con 280 miliardi aggiunti solo nell’anno della crisi. Nello stesso periodo, le emissioni di obbligazioni “verdi” nei mercati emergenti hanno raggiunto i 40 miliardi di dollari, per 101 emittenti. Fanno da traino l’Asia Orientale e il Pacifico, con il 76% delle emissioni. La Cina, in particolare, continua a mantenere il primato, nonostante un crollo delle emissioni da 30 miliardi di dollari negli anni precedenti a 18 miliardi di dollari, grazie anche al rimbalzo del secondo semestre.

Escludendo la Terra del Dragone, le emissioni di green bond nei mercati emergenti hanno conosciuto un’impennata del 21% portandosi sui 22 miliardi di dollari, contro il +17% registrato a livello globale. Cile, Brasile e Indonesia fanno da apripista, cui si accompagnano anche sette debuttanti tra cui Egitto, Kazakistan e Arabia Saudita. In termini di volumi, le istituzioni finanziarie raccolgono il 50% delle emissioni complessive nei mercati emergenti (contro il 19% dei mercati sviluppati), ma l’interesse per il “green” non ha lasciato immuni neppure le società fuori dal settore finanziario, con 300 milioni di dollari di emissioni nel 2020. Di questi, circa la metà riguarda il settore dell’energia e delle utilities, ma risultano in crescita anche quelle relative ai settori delle costruzioni e del real estate.

Opportunità per 200 milioni di posti di lavoro

“Il forte appetito da parte degli investitori e un contesto politico sempre più favorevole continueranno a sostenere la crescita del mercato dei green bond nei mercati emergenti”, osserva Jean Pierre Lacombe, director of global macro & market research di Ifc. “Gli investimenti per lo sviluppo sostenibile sono urgenti e necessari per ridurre le conseguenze sociali ed economiche profondamente negative della pandemia. E ciò è particolarmente vero per quanto riguarda i danni procurati alle attività di contrasto alla povertà globale, un ambito in cui d’ora in poi saranno necessari diversi anni per recuperare il terreno perso a causa del covid-19”, spiega.

Positivo anche l’intervento di Yerlan Syzdykov, global head of emerging markets di Amundi, secondo il quale i “mercati finanziari sono destinati a svolgere un ruolo chiave nel supportare progetti sostenibili”. In tal senso, le prospettive per le obbligazioni verdi nei mercati emergenti “rimangono solide, con emissioni che dovrebbero raggiungere i 100 miliardi di dollari nei prossimi tre anni”, stima l’esperto. Per non dimenticare poi che, secondo Ifc, le opportunità di investimento nei mercati emergenti potrebbero generare oltre 10mila miliardi di dollari entro il 2030 e oltre 200 milioni di posti di lavoro nei settori legati alle infrastrutture verdi, alle smart city che rispondano all’emergenza climatica e alla transizione verso economie a basse emissioni di carbonio.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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