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Sono solo due le operazioni registrate in Italia a settembre 2020: all’estero però i numeri sono a tre zeri
Il tessuto imprenditoriale italiano, costituito per la maggior parte da società piccole e medie, a conduzione familiare, costituisce il target perfetto per i search fund
Il searcher
Prosegue Sattin: “Il compito del giovane è di potenziare l’impresa target, aggiornarla e renderla più internazionale (come farebbe anche un tradizionale fondo di investimento, ndr): gli si chiede di fare ciò che l’imprenditore senior non ha più voglia di fare. In questo modo il tasso di fallimento è si abbassa rispetto al classico investimento di venture capital perché l’attività non parte da zero, ma si costruisce su una struttura già esistente”.
Gli investitori
Si cerca una decina di investitori ad alto reddito – tipicamente Hnwi, ex imprenditori o dirigenti d’azienda – che abbiano voglia di portare valore aggiunto ad un progetto, oltre che di investire. “Si chiede a ognuno un chip (chiamato search capital), dell’ammontare di 20-30mila euro a testa (per un totale di circa 400mila euro) che serve al ragazzo di licenziarsi (di solito da grandi società di consulenza internazionali) e dedicarsi per un anno/un anno e mezzo alla ricerca della società in cui investire”. La cifra copre i costi di due diligence e il sostentamento del giovane imprenditore, che prende il nome di searcher. “Nel momento in cui viene identificata la società target, il sercher negozia l’acquisizione, supportato dai suoi investitori. Questi hanno un ruolo importante, perché aiutano anche sulla parte finanziaria, legale: c’è spesso un apporto attivo all’operazione”.
I 10 investitori del primo round di finanziamento hanno diritto pro quota di sottoscrivere il capitale una volta finalizzata l’operazione, ma non sono obbligati. “Un meccanismo di incentivazione permette al searcher di arrivare al 30% delle azioni della società diventandone azionista di maggioranza (almeno relativa). Molto spesso con questa quota si riesce a comprare poi gli altri pezzi fino a diventare proprietario al 100%”.
Il ritorno dell’investimento
I soldi investiti nel primo round finiscono nel capitale della società, in maniera diluita in funzione del numero di investitori – la partecipazione al secondo aumento di capitale permette di ottenere ritorni maggiori. “Certo, nel caso il searcher non trovi l’impresa target l’investimento va perduto”.

