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A premere verso il basso saranno (dal lato dell’offerta) l’allentamento dei blocchi doganali e portuali, l’allargamento degli strozzamenti all’offerta con il ripristino delle scorte; mentre l’aumento dell’offerta dei semiconduttori spingerà al ribasso i prezzi di auto e altri beni industriali. Secondo Chaar dovrebbero calmierarsi anche i prezzi delle materie prime. Sul versante della domanda, remeranno verso il raffreddamento dell’inflazione lo smorzarsi dell’effetto riapertura, la riduzione degli stimoli fiscali; ad alimentare l’innalzamento dei prezzi saranno invece come detto i salari e l’aumento del costo delle abitazioni.
È altamente possibile, secondo l’analista, che la Fed alzerà i tassi verso la metà dell’anno.
La Cina continuerà a spostarsi da una crescita quantitativa a una qualitativa, con un rallentamento nella crescita. I rischi geopolitici dovrebbero attenuarsi, pur con le dovute cautele per quanto riguarda l’accordo nucleare iraniano, la questione Taiwan. Sul versante dei mercati, eventuali errori nelle politiche monetarie da parte delle banche centrali potrebbero creare volatilità sui mercati, «situazione da sfruttare a proprio vantaggio», suggerisce Stéphane Monier (cio private bank), il quale, oltre a vedere «molto valore» in metalli come il rame, ritiene che sarà la sostenibilità a generare rendimento, e che performance interessanti arriveranno dalla transizione climatica.

